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ITINERARI IN VALLE D'AOSTA

 

LA BASSA VALLE E I SUOI CASTELLI
La Valle d’Aosta è famosa per i suoi numerosi castelli, testimonianza di una storia particolarmente ricca ed intensa. Questo itinerario potrebbe iniziare a Bard, sede di un
imponente forte risalente al 1034 che costituisce una delle principali realizzazioni dell’architettura militare in Valle d’Aosta e che occupa l’intera rocca di Bard. Esso svolse
un ruolo importante in occasione della calata dei Francesi nel 1704 e nel 1800. In quest’ultima occasione Napoleone Bonaparte e il suo esercito vennero bloccati per circa una
settimana. Il Forte ospita eventi ed esposizioni ed è sede del Museo delle Alpi.
Il borgo di Bard è un tipico villaggio nato lungo la strada romana. Esso si presenta oggi nel suo assetto urbano medievale e conserva pregevoli edifici residenziali del XV- XVI secolo: Casa Challant, con dettagli decorativi e architettonici affini a quelli del castello di Issogne; Casa Ciucca; Casa della Meridiana, Casa del Vescovo; Casa Valperga. Da segnalare è anche l’elegante palazzo settecentesco dei nobili Nicole, ultimi conti di Bard.
Proseguendo verso Aosta, dopo circa 5 km. si giunge ad Arnad, dove è possibile ammirare una bellissima chiesetta romanica restaurata nel 1500. Dell’antica abbazia, fondata dai Benedettini nel 1020 e distrutta da una tremenda inondazione nel 1408, non rimane che un tratto di muro. Ma oltre che per la sua chiesa Arnad è famosa anche per il suo gustosissimo lardo che ben si accompagna al vino locale, l’"Arnad-Montjovet".
Continuando sulla strada statale si raggiunge in breve Verrès, dominata dall’imponente castello costruito fra il 1361 e il 1390 da Ibleto di Challant sulle rovine di un’antica fortezza.
Durante il carnevale esso rivive i fasti della nobile casata degli Challant: per tre giorni vi si svolgono serate danzanti, festose rievocazioni storiche e la rappresentazione della
giacosiana "Partita a scacchi".
A soli due km. da Verrès, a Issogne, sorge un altro splendido castello, costruito nel 1480 dal Priore Giorgio di Challant sulle fondamenta di un vecchio edificio. Sono degni di
particolare nota: la sua celebre fontana del melograno (in ferro battuto), le pitture dell’androne e del portico che riproducono scene di vita del Quattrocento, la magnifica sala
baronale adorna di pitture parietali e la cappella. Il castello è aperto al pubblico tutto l’anno.
Poco prima di arrivare a Fénis, sosta a Chambave per degustare il famoso vino "Muscat" e a Nus, poco oltre il bivio per Fénis, dove si produce il "Malvoisie", un vino bianco fra i più pregiati della Valle. Da Nus, quindi, a Fénis, sede del famoso maniero costruito nel 1340 da Aimone di Challant sulle rovine di un castello del XII secolo. Particolarmente degni di nota: il cortile con l’elegante scalone semicircolare, le torri merlate, i bei camini, la splendida cappella e il salone di rappresentanza. Il castello è aperto tutto l’anno.
CASTELLO DI SARRE - COGNE - PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO
A circa 5 km. da Aosta, sulla strada che porta a Courmayeur, a Sarre, sorge il castello acquistato dai Savoia nel 1869 e adibito dai reali ai soggiorni di caccia in Val d’Aosta. Di
particolare interesse è la sala con i trofei delle partite di caccia decorata con centinaia di corna di camosci e stambecchi. Il castello è aperto al pubblico tutto l’anno.
Si ritorna per un breve tratto sulla statale per immettersi sulla strada che porta a Cogne.
A Aymavilles si ammira (solo dall’esterno) lo splendido castello, costituito da un corpo centrale a pianta quadrangolare e quattro torri cilindriche angolari.
Ad Aymavilles è possibile visitare la Cantina cooperativa “Cave des onzes communes” che produce più di 350 mila bottiglie all’anno di Torrette e altri 5 vini DOC.
A circa 3 km. dall’abitato di Aymavilles, sosta a Pont d’Aël per visitare il ponte-acquedotto romano del 3° anno a.C.. Ardita costruzione di un solo arco, gettato a 52 metri di altezza sul torrente, tale ponte è, grazie al suo isolamento, uno dei monumenti romani meglio conservati della Valle d’Aosta.
Ci si reimmette quindi sulla statale e dopo un tragitto in automobile di 25-30 minuti circa si arriva a Cogne, una delle più suggestive stazioni alpine della Valle. Dal paese si può salire in cabinovia al Montzeuc (2.400 m). Dal belvedere si gode una splendida vista sulla valle di Cogne e sul massiccio del Gran Paradiso.
Dal capoluogo si può raggiungere Valnontey, percorrendo 2,5 km. di strada carrozzabile e visitare il giardino botanico "Paradisia" (aperto da giugno a settembre). Istituito nel 1955 presenta tutti gli ambienti (rocce, torbiere, acquitrini, laghetti e corsi d’acqua) atti ad ospitare 2000 specie della flora alpina europea ed extraeuropea.
A 2 km. dall’abitato di Cogne, nella frazione di Lillaz, si possono ammirare le belle cascate: tre salti per complessivi 150 metri di altezza. A Cogne, durante l’estate vengono organizzate visite guidate nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il parco, istituito nel 1922, trae la sua origine dalle Riserve di caccia della Real Casa d’Italia e dalle Patenti del 1821 che vietavano in tutto il regno di Sardegna la caccia allo stambecco. Il parco difende, custodisce e migliora lo stupendo ambiente naturale e le preziose specie della flora e della fauna che vivono al suo interno ed è meta di numerosissimi escursionisti e amanti della natura.
Interessante e ricca di tradizione è, nel capoluogo, la mostra permanente dei tipici pizzi al tombolo. Ricche di fascino sono le "veillà" serate durante le quali, a luglio e ad agosto, vengono rappresentati gli antichi mestieri e riprodotte scene di vita tradizionale.
In molti ristoranti tipici del luogo è possibile gustare la "seupetta di Cogne", una squisita zuppa locale a base di riso e fontina, il tipico formaggio della Valle d’Aosta a denominazione di origine controllata, e il “méculin” un particolare tipo di panettone.

IL COMPRENSORIO DEL GRAN PARADISO

Oltre a Cogne fanno parte del comprensorio del Gran Paradiso anche la Valsavarenche e la valle di Rhêmes che sono in parte incluse nel Parco Nazionale e la Valgrisenche.
A circa 14 Km da Aosta, posto a 880 m di quota, su un terrazzo dominante la valle della Dora baltea, si trova Introd con il suo castello del XIII secolo e l’adiacente cascina Ola, uno degli esempi più significativi di costruzione rurale in valle d’Aosta (visibili solo dall’esterno). Diversi percorsi escursionistici dipartono dalla località di Les Combes, scelta ripetutamente dal Papa Giovanni Paolo II per le sue vacanze.
Altro motivo d’interesse può essere la visita al centro di lavorazione del legno “Les amis du bois” e al “Parc Animalier”, un parco faunistico che ospita esemplari tipici dell’ambiente montano.
Il toponimo di Introd deriva dalla posizione tra le acque del torrente Savara e quelle della Dora di Rhêmes, valli che proprio in questo villaggio hanno inizio.
La Valsavarenche è situata nel cuore del parco ed è la base migliore per l’ascensione al Gran Paradiso, sola montagna di oltre 4000 m posta interamente in territorio italiano, e alla Grivola.
Già scelta nel secolo scorso dai Reali d’Italia per le battute di caccia al camoscio e allo stambecco, è oggi un centro pilota per la visita del Parco.
I fianchi della Valsavarenche sono molto ravvicinati tra loro e a lato delle scarse praterie sorgono villaggi pittoreschi: Chevrère, Molère, Bois de Clin, Rovenaud. Dove la Valle si fa leggermente più ampia sorge Dégioz che ospita il centro visitatori del Parco Nazionale del Gran Paradiso dove sono riassunti i principali aspetti naturalistici ed è sviluppato il tema dei predatori. Dégioz è anche sede del piccolo museo etnografico. L’ultima località raggiunta dalla carrozzabile dopo Eaux-Roussses e Maisonnasse è Pont , punto di partenza per le ascensioni al Gran Paradiso e al Colle del Nivolet che collega la Valsavarenche con Ceresole Reale e la provincia di Torino.
Parallelamente a questa vallata si trova la valle di Rhêmes sul fondo della quale si staglia maestosa la Granta Parey con le sue vie di arrampicata sportiva. A 1218 m si incontra il villaggio di Rhêmes-Saint-Georges tranquilla località dalla quale dipartono numerose escursioni durante le quali si possono incontrare camosci, stambecchi, marmotte e anche il gipeto recentemente ricomparso nella nostra Regione.
Proseguendo si arriva a Rhêmes-Notre-Dame che ospita il centro di visitatori con la mostra permanente intitolata “Bentornato Gipeto! “ che narra la storia dell’estinzione e del ritorno del più grande uccello europeo.
Alla Valgrisenche si accede salendo da Leverogne (Arvier) in rapidi tornanti, attorno ad un cucuzzolo sul quale sorge il piccolo santuario di Rochefort (che nel secolo scorso ha sostituito un castello medievale) con accanto l’omonimo villaggio. Il paesaggio selvaggio è dominato dalla torre di Montmayeur il più arcigno e solitario dei castelli valdostani. Proseguendo si intravede una casaforte medievale prima di raggiungere l’amena località di Planaval. La vallata è dominata dal ghiacciaio del Rutor e nella sua parte superiore è sbarrata dalla diga di Beauregard il cui muro è utilizzato come parete artificiale di arrampicata sportiva. A 1664 sorge il villaggio di Valgerisenche raccolto attorno alla chiesa parocchiale ottocentesca e al campanile medievale (fine del XIV sec). In questo villaggio le tracce del passato sono ancora numerose e testimoniano l’antico insediamento dell’uomo in questa valle strategicamente importante per il transito verso la confinante Val d’Isère (Francia).
Il ricordo del passato sopravvive nelle tradizionali lavorazioni del drap, tessuto tradizionale fatto a mano su antichi telai, con lana grezza semisgrassata infeltrita di acqua e battuta con delle spatole di legno. A Valgrisenche è presente una mostra permanente di questi tessuti.
SAINT-PIERRE - MORGEX / COLLE SAN CARLO / LA THUILE
Ai due lati della superstrada che porta al Monte Bianco, a circa 8 km. da Aosta , sorgono due castelli, il castello di Saint Pierre e quello di Sarriod de la Tour.
Il castello di Saint-Pierre, completamente diverso da tutti gli altri della Valle, collocato su uno sperone roccioso, ha un aspetto fiabesco e forma, con la chiesa sottostante dal bel campanile romanico, un insieme molto pittoresco. Il castello primitivo, che risale al 1191, è stato però quasi completamente ricostruito nel XIX secolo e appartiene oggi al comune di Saint-Pierre. Dal 1975 esso ospita il Museo di Storia Naturale della Société de la Flore Valdôtaine, fondato nel 1905 e divenuto nel 1985 Museo regionale di Scienze Naturali (flora, fauna e minerali della Valle d’Aosta). Il castello è aperto al pubblico da aprile a settembre.
Poco oltre questo maniero sorge il castello dei nobili Sarriod de la Tour (1393), sede di esposizioni.
Sempre a Saint-Pierre si può visitare il “Pain de Coucou” , centro regionale dell’artigianato e dei prodotti tipici locali e la "Cofruits", un centro di raccolta e conservazione delle mele la cui coltura, nelle varietà renetta, starking e golden, è molto diffusa nella Valle.
Proseguendo sulla statale, sosta all’antico borgo di Avise, punto strategico in epoca romana sulla strada delle Gallie. Visibili il bel castello la cui facciata è decorata con una serie di bifore a chiglia rovesciata. Merita una visita la “Maison de Mosse” sede di esposizioni.
Continuando per altri 10 km. circa, si arriva a Morgex. Questo piccolo ed antico borgo della Valle d’Aosta sono ancora visibili i resti di torri e castelli medioevali. La Parrocchia di Morgex è la più antica della Valdigne e per la sua antichissima origine, la chiesa parrocchiale fu riconosciuta monumento nazionale nel 1910. Tra il Villair e il Dailley vegetano le più alte vigne d’Europa, dalle quali si produce il vino pregiato di sapore gradevole che ha ottenuto nel 1985, la DOC Valle d’Aosta, "Blanc de Morgex et de La Salle". Su preavviso è possibile visitare la Cooperativa "cave du vin blanc".
Da qui si diparte il bivio della strada che sale al Colle San Carlo (1960 m.), uno tra gli itinerari automobilistici panoramicamente più interessanti. Nei pressi del Colle, alla Tête
d’Arpy (2.011 m.), splendido panorama sull’intero versante della catena del Monte Bianco e su oltre 150 vette della Valle d’Aosta. Dal colle si può scendere a La Thuile, centro di villeggiatura estivo e invernale. Partendo da Promise (2 km da La Thuile), si possono raggiungere, con 2 ore circa di camminata, le tre cascate con una caduta complessiva di circa 400 m (dai 2080 m della terza cascata ai 1670 m della prima) formate dalle acque provenienti dal ghiacciaio del Rutor.
Continuando oltre La Thuile si giunge al Colle del Piccolo San Bernardo che, valicato in passato da Giulio Cesare e numerosi imperatori romani, re burgundi e longobardi, collega, nel periodo estivo, l’Italia alla Francia. Al colle, sulla linea di confine italo-francese vi sono i resti di un cromlech protostorico: un’ellisse di 44 pietre, distanziate l’una dall’altra, con un diametro di 72 m databile, forse, all’età del Bronzo, indicazione di un luogo sacro di raduno. Poco oltre il confine sorge il giardino botanico "Chanousia". Fondato nel 1897 dall’abate Chanoux, fu abbandonato nel 1942 durante la seconda Guerra Mondiale. Prima della sua distruzione vi si coltivavano circa 5.000 specie di piante. L’opera di ricostruzione è iniziata nel 1976 ad opera di un’associazione internazionale e il giardino ha già nuovamente in coltura circa 1600 specie di piante alpine ed è dotato di un laboratorio e di un piccolo museo. (Aperto da luglio a settembre).
L’Ospizio del Piccolo San Bernardo fondato nell’undicesimo secolo da San Bernardo, fu ripetutamente distrutto dalle guerre e dagli incendi, ma fu sempre ricostruito. Venne
abbandonato dopo la seconda Guerra Mondiale a causa dei violenti bombardamenti subiti. Dal 1993 è iniziata la ricostruzione. Attualmente è visitabile, al 1° piano, il Museo sulla storia del Colle, della Valdigne e della Savoia. (Periodo di apertura: luglio e agosto)
PRÉ-SAINT-DIDIER - COURMAYEUR
Lungo il tragitto, partendo dal capoluogo regionale, oltre ai precitati castelli di Aymavilles, Sarre e Saint-Pierre, il turista può ammirare altri numerosi resti di imponenti torri e manieri: il Castello di Châtel Argent a Villeneuve, quello di Montmayeur ad Arvier, quello di Avise, il castello di Châtelard a La Salle ecc...
5 km. circa prima di Courmayeur, vale la pena di fare una sosta a Pré-Saint-Didier. In Piazza Vittorio Emanuele II si trovano delle fontane con acqua termale alla temperatura di circa 30° e con acqua arsenico-ferruginosa non potabile; in prossimità del campanile c’è un’altra fontana con acqua potabile della fonte "coffion", conosciuta già nel secolo scorso.
Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, ricostruita nel XV secolo, ampliata alla fine dell'Ottocento, altare maggiore del XVII secolo sormontato da grande crocifisso del ‘400. Il
campanile tra i più antichi della valle risale presumibilmente all'XI secolo.
A pochi minuti a piedi dal centro, vale la pena fare una sosta alle Terme e concedersi un bagno nelle sue piscine con le acque calde dalle quali si gode di una splendida vista del Monte Bianco.
Proseguendo oltre le Terme si arriva alla Dora di Verney che scende dal ghiacciaio del Rutor, si attraversa un ponte in pietra e proseguendo per un facile sentiero si arriva alla cascata dell'orrido, di grande suggestione. Nei pressi è visibile l'entrata della grotta che porta alla sorgente d'acqua calda termale.
A Courmayeur, famosissima stazione alpina della Valle, patria di numerose guide di fama mondiale, visita al Museo Alpino Duca degli Abruzzi dove sono raccolti numerosi cimeli a ricordo di famose imprese alpinistiche. Di notevole interesse artistico, la vicina chiesa parrocchiale, di origine antichissima.
Poco oltre la frazione di Entrèves (a 3 km da Courmayeur), in località La Palud, si trova la stazione di partenza della "Funivia dei ghiacciai" giustamente definita "l’ottava meraviglia del mondo" che collega l’Italia alla Francia. L’intera traversata articolata in sei tronchi funiviari, dura circa 90 minuti.
Poco al di sopra della stazione di arrivo del primo tronco della funivia, visita al giardino botanico Saussurea che è il più alto d’Europa e accoglie oltre 800 specie vegetali della flora spontanea del Monte Bianco e di gruppi montuosi di tutto il mondo. Apertura: da giugno a settembre con lo stesso orario delle Funivie del Monte Bianco.
A Punta Helbronner si può visitare la mostra permanente dei cristalli che raccoglie in una collezione davvero unica i minerali del Monte Bianco.
Tra le escursioni più interessanti nella Val Veny: Santuario di Notre-Dame-de-la-Guérison (1760 m.), il Belvedere di Plan Ponquet, il lago Combal (1940 m.), il lago Miage (2020 m.).
La cappella di Notre Dame de la Guérison, dedicata alla Vierge du Berrier si trova sulla strada per la Val Vény. Il santuario sorse nel 1792 e nel 1816 fu abbattuto dall’inesorabile avanzata del ghiacciaio della Brenva. Rimase miracolosamente intatta soltanto la statua della Madonna.
Il Santuario fu eretto nel 1867 e diventò un frequentatissimo luogo di culto grazie alla fama taumaturgica della Vergine. Le pareti interne sono interamente tappezzate ex voto e doni portati fin lassù dai miracolati.
Nella Val Ferret, oltre a numerose passeggiate, vi è anche un campo di golf (9 buche).
Numerosi i ristoranti tipici nei quali è possibile gustare i più rinomati piatti della cucina valdostana: salsicce e "boudins", bistecca alla valdostana, mocetta (carne secca,
preferibilmente di camoscio), carbonada, polenta, ecc... il tutto coronato dal caffè alla valdostana servito nella tradizionale "coppa dell’amicizia".
AOSTA - PILA - VALPELLINE
COLLE DEL GRAN SAN BERNARDO
Aosta, capoluogo della regione, vanta numerosi resti ben conservati di monumenti romani che datano dalla sua fondazione (25 a.C.): il ponte romano, l’arco di Augusto, la Porta Praetoria, il foro romano e il criptoportico, le mura e il teatro romani. Dell’Aosta medievale meritano di essere visti: il complesso di Sant’Orso (campanile, priorato e chiostro, antistanti alla basilica paleocristiana di San Lorenzo) e la cattedrale (tesoro, stalli, vetrate, affreschi del sottotetto). In quest’ultima, e recentemente anche in alcune altre chiese della città, si tengono concerti di musica classica con artisti di fama internazionale. La Torre dei Signori di Porta Sant’Orso, il centro Saint-Benin, la Chiesa di San Lorenzo e l’espace Porta Decumana presso la Biblioteca ospitano ogni anno numerose e interessanti esposizioni, mentre il Museo Archeologico Regionale, è sede attualmente di un’esposizione sulla storia della fondazione di Aosta , della raccolta numismatica "Andrea Pautasso" e di esposizioni temporanee di particolare prestigio. Nel sottosuolo del Museo è inoltre visibile lo scavo, recentemente portato alla luce, della Porta Principalis Sinistra.
Ad Aosta, ogni anno, il 30 e 31 gennaio, si svolge la tradizionale e millenaria Fiera di Sant’Orso, durante la quale vengono presentate tutte le attività tradizionali: scultura e
intaglio su legno, lavorazione della pietra ollare, del ferro battuto e del cuoio, tessitura del “drap”, stoffa in lana lavorata su antichi telai in legno, e poi merletti, vimini, oggetti per la casa, scale in legno, botti e altro ancora. Da alcuni anni, dato il successo della manifestazione, viene organizzata l’edizione estiva abitualmente il sabato prima di ferragosto.
Alla fine dell’estate ad anni alterni si svolgono altre 2 manifestazioni di rilievo: “Il concorso internazionale dei vini di montagna” l’ultimo week-end di agosto negli anni dispari e la “Desarpa” la festa del rientro delle mandrie dagli alpeggi, verso la fine di settembre negli anni pari.
Nel mese di ottobre invece, richiama un folto numero di spettatori la finale della "Bataille de reines", un singolare combattimento di bovine che con la finale che si svolge ad Aosta (abitualmente la penultima domenica di ottobre) conclude una serie di eliminatorie che hanno luogo in primavera e nella tarda estate in vari paesi della Valle.
A soli 18 Km da Aosta si può visitare Pila, raggiungibile anche in cabinovia. Pila è un balcone naturale dal quale si possono ammirare le Alpi con una vista a 360° dal Monte Bianco al Cervino e al Monterosa. Vi si trovano diverse passeggiate facili e diversi itinerari per mountain bike.
Da Aosta, tra le varie escursioni che si possono organizzare, interessante la gita alla Valpelline e al Colle del Gran San Bernardo, quest’ultimo accessibile da giugno a novembre.
Da Aosta, superata Roisan, si incontra Valpelline, località frequentata da chi preferisce un soggiorno ad altitudine media (954 m). L’ultima domenica di luglio vi si svolge la sagra della "Seuppa alla Vapelenentze", specialità gastronomica a base di pane nero, brodo, cavolo e fontina. A 1606 m. s.l.m. si incontra Bionaz, ultimo centro abitato della valle, che diventa qui ampia e continua oltre lo sbarramento del lago artificiale di Place Moulin, in un ambiente alpestre tra i più suggestivi.
Ripercorrendo la carrozzabile in discesa fino a Variney, si riprende la statale n.27 che conduce al colle del Gran San Bernardo e si incontrano i centri di Gignod (caratterizzato
dalla pittoresca chiesa con portale gotico), Étroubles (il vecchio borgo è un museo a cielo aperto), Saint-Oyen (visita all’erbario) e Saint-Rhémy-en-Bosses (1632 m.) famosa per il suo delizioso prosciutto denominato “ Jambon de bosses”. La Valle del Gran San Bernardo è anche conosciuta per il suo carnevale storico della “Coumba Freida”, i coloratissimi costumi s’ispirano alle uniformi dei soldati di Napoleone.
Il Colle del Gran San Bernardo è dominato dalla statua del santo, patrono degli alpinisti e da un piccolo lago alpino (confine tra Italia e Svizzera). Nei pressi vi sono i resti di alcune costruzioni risalenti all’epoca romana e, in territorio elvetico, il famoso ospizio dove vengono allevati i cani del San Bernardo e dove è visitabile un interessante museo. Una lapide ricorda il passaggio di Napoleone nel 1800.
SAINT-VINCENT - CHÂTILLON - BREUIL-CERVINIA
Percorrendo un tragitto di 27 km., da Aosta in direzione di Torino, si raggiunge Saint-Vincent, la "Riviera delle Alpi", famosa non solo per le sue terme (malattie del ricambio,
stomaco, ecc...), aperte da maggio a ottobre, ma anche per il suo "Casinò", luogo di svago di rinomanza internazionale, e per il Centro Congressi, il più grande della regione. Imponenti vestigia romane sono presenti nel sottosuolo della chiesa parrocchiale (attualmente non visitabili) e si possono ammirare nei dintorni, lungo il tracciato dell’imperiale "Via delle Gallie".
L’attuale chiesa parrocchiale, una delle più antiche della Valle d’Aosta, è stata edificata sull’area di preesistenti edifici tardo-gallici e successivi impianti termali romani. All’interno della Chiesa è visitabile il Museo parrocchiale (sculture lignee, affreschi e sinopie).
Da Saint-Vincent si raggiunge Châtillon (3 km.) e con un percorso di 27 km, si arriva a Breuil-Cervinia. Sulla via si incontra Antey-St.-André da cui si gode di una splendida vista sul Cervino. Dalla Frazione Grand Moulin e dalla Fraz. Covalou sono visibili i resti dell’acquedotto “ Rus du pan perdu” con le sue maestose arcate addossate alla montagna. Da Antey-St-André partono 2 strade che raggiungono rispettivamente Torgnon a destra e La Magdeleine a sinistra del torrente. Torgnon è una ridente località di villeggiatura familiare in posizione ben soleggiata e circondata da foreste e pascoli. Si prosegue, quindi, sulla carrozzabile che, attraverso il Colle di Saint Pantaléon (bella cappella del 1600), si ricongiunge con il fondovalle a Nus, ricca di rigogliosi vigneti già celebri per la famosa Malvoisie.
La Magdeleine è una tranquilla località di villeggiatura. Interessante è il caratteristico “Sentiero dei mulini” che congiunge otto mulini di recente ristrutturazione tutti posizionati lungo lo stesso corso d’acqua. Questi antichi mulini (alcuni dei quali funzionanti) venivano utilizzati per macinare i cereali (orzo, avena, grano) che un tempo crescevano rigogliosi sulle pendici ben soleggiate di questo incantevole paesino. La farina prodotta veniva poi utilizzata per la produzione di un ottimo pane nero che veniva cotto nei quattro forni frazionali e che costituiva l’alimento principale della popolazione locale.
Poco oltre c’è la frazione di Buisson dalla quale parte la funivia che collega il fondovalle con Chamois (1815 m.), raggiungibile solo in funivia o a piedi. Tradizionale villaggio con case in legno e incantevoli laghi dov’è possibile pescare. Dopo Buisson, la strada si porta a Ussin (cappella del 1600) e a Maen (centrale elettrica), quindi entra a Paquier, capoluogo del comune di Valtournenche, patria delle guide del Cervino e amena località di villeggiatura estiva e invernale. Da Valtournenche, interessante la gita al "Gouffre des Busserailles", costituito da un orrido impressionante scavato nella roccia dalla forza delle acque del Marmore, che vi piomba con un salto di 10 m. Superato un ultimo tratto di 8 km. circa di strada, si arriva nella frazione di Breuil-Cervinia (2004 m.), uno dei più importanti centri alpini d’Europa.
Interessanti le escursioni al ghiacciaio del Plateau Rosa (3472 m) raggiungibile con moderne funivie che alimentano un comprensorio sciistico estivo e invernale tra i più elevati ed affascinanti delle Alpi, collegato con quello di Zermatt nel Vallese. Numerosi anche a Cervinia, come del resto in tutta la Valle, simpatici locali in cui si possono gustare le specialità gastronomiche locali.
Poco distante dalla statale, in località Avuil, vale la pena di sostare per ammirare il Cervino riflesso nelle acque del Lago Blu.
VERRÈS - VALLE DI AYAS - COL DE JOUX
L’accesso tradizionale e diretto alla Val d’Ayas è costituito da Verrès da cui si snoda la strada che toccando i comuni di Challand-Saint-Victor e Challand-Saint-Anselme, sale ad Arcesaz e Brusson.
A Challand-Saint-Victor (744 m) sono visibili i resti del castello di Villaz del X secolo e la chiesa parrocchiale di San Vittore, nell’annesso museo si ammira un crocifisso ligneo
trecentesco. Superati i 1000 m si arriva al moderno santuario di Sant’Anna che annuncia la località di Challand-Saint-Anselme situata a 1040m. Il vicino piano di Arcesaz è un lago prosciugato. Proseguendo si arriva a Brusson dove in località Graines, sorge il castello omonimo, il quale, costruito sopra uno sperone roccioso, costituisce un significativo
esempio di architettura romanica primitiva, con torre, cappella ed ampia cinta muraria.
Proseguendo lungo la valle si incontrano Vollon e poi Antagnod, capoluogo comunale. Qui vale la pena di fare una sosta per visitare la bella chiesa (1497) che vanta il più prezioso altare barocco in legno scolpito e dorato di tutta la Valle d’Aosta.
La carrozzabile termina a Saint-Jacques, dopo aver superato Champoluc, rinomato centro di villeggiatura sia estivo che invernale.
Ayas sorge in una conca ampia e soleggiata coronata dalle cupole di ghiacciaio del maestoso Monte Rosa. Nei numerosi villaggi della vallata si possono ancora ammirare i rascard e i grenier, vecchie costruzioni modellate secondo gli schemi costruttivi delle popolazioni Walser (travi di legno appena squadrate, sovrapposte e solidamente unite, poggianti su pilastrini di pietra a forma di fungo)
Nell’alta Valle di Ayas è tipica la produzione di "sabots", zoccoli scavati nel legno la cui lavorazione ha origini antichissime. Accanto alla produzione "semindustriale" che si è
instaurata in tempi moderni, coesiste ancor oggi la produzione artigianale cui provvedono i "saboté" (zoccolai), i quali continuano a preparare i sabots a mano secondo le antiche regole tradizionali.
Le numerose immagini di devozione dipinte sui muri e le meridiane costituiscono un patrimonio d’altri tempi. Assai più recente è invece la via crucis più alta d’Europa scolpita su losa e posta lungo il sentiero che da Barmasc porta alle falde del Monte Zerbion, opera dello scultore valdostano “Salvetta”.
Il rientro nel fondovalle può essere effettuato con una variante percorrendo la panoramica strada del Col de Joux (1630 m.). Si ridiscende fino al comune di Brusson, da
cui si diparte la strada che la collega a Saint-Vincent. Il colle, al quale si può sostare per pranzare in uno dei tipici ristoranti, è celebre anche per la storica "fontana di
Napoleone". Napoleone infatti varcò questo colle nel 1800 e sembra che sia scampato al pericolo di cadere prigioniero di una pattuglia austriaca grazie a questa fontana che fece indugiare gli austriaci con le sue acque eccellenti.
PONT-ST-MARTIN – GRESSONEY-LA-TRINITE’
A Pont-Saint-Martin, il primo paese che si incontra entrando in Valle d’Aosta, merita una visita il ponte romano, che misura 36,65 metri di corda e 5,82 metri di larghezza, risalente al I sec. a.C. Qui si tiene in febbraio uno storico carnevale che ripropone l’antica leggenda del "Ponte del diavolo" e quella della “ninfa del Lys”, con i fatti storici che hanno visto la contrapposizione tra Salassi e Romani per il possesso della regione. Salendo in direzione di Perloz, si raggiungono il vecchio cimitero di Fontaney con l’annessa cappella e il castello Baraing, costruito alla fine del XIX secolo e recentemente restaurato, attuale sede della Comunità Montana. Procedendo per circa un chilometro, dopo l’area attrezzata Bousc-daré, si possono apprezzare i resti del castello di Pont-Saint-Martin, risalente al X-XI secolo. A Perloz si possono ammirare il Santuario di Notre-Dame-da-la-Garde e, all’interno del borgo, alcuni edifici nobiliari (il castello Vallaise, il castello Charles, la torre di Hérères), ed interessanti particolari architettonici di costruzioni civili di diverse epoche. Nelle frazioni non raggiungibili in auto spiccano interessanti esempi di architettura rurale (rascards), mulini, cappelle e ponti. A metà luglio a Perloz si svolge una gara di panificazione del pane di segale denominata Fehta dou pan ner (Festa del pane nero).
Tornando a Pont-Saint-Martin, si imbocca la strada che sale nella Valle di Gressoney. Il primo comune che s'incontra è quello di Lillianes, che vanta un bel ponte medievale, l’unico a quattro arcate in Valle d’Aosta, e la chiesa di San Rocco, con il campanile quattrocentesco in pietra.
In mezzo al borgo si trovano un’antica fontana ed un lavatoio incassati in strutture ad arco in muratura grezza. Proseguendo per la strada regionale si arriva quindi a Fontainemore. Ci sono due ipotesi sull’origine del suo nome: secondo la prima deriverebbe da un’antica fontana, denominata "Fontaine de Saint-Maur", l’altra versione, narra che la presenza di arsenico nell’acqua abbia trasformato il nome di questa sorgente in quello di "Fontaine de la mort".
Entrando in paese l’attenzione è attirata dal ponte medievale che attraversa il torrente Lys con un’unica campata di 22 metri. Sono interessanti anche la Chiesa di Sant’Antonio, per il pregevole portone d’ingresso in legno intagliato, il presbiterio e la volta a vela con lo stemma dei Vallaise e il Centro Visitatori della Riserva Naturale del Mont Mars, la più vasta della regione. Nel territorio comunale si trova la delimitazione naturale tra il mondo latino (francoprovenzale) e il mondo tedesco (walser), segnata dall'orrido di Guillemore, che indicava la netta separazione tra il mandamento dei Vallaise e quello di Issime e di Gressoney, e che consiste in una profonda e stretta fenditura nella roccia, in cui il torrente Lys cade a cascata: una diga raccoglie le acque che vengono incanalate e portate alla centrale di Pont-Saint-Martin. Dal ponte che unisce le due rive del torrente l’orrido può essere ammirato in tutta la sua spettacolarità.
Salendo lungo la valle, ti trova Issime, dove vale la pena di fare una breve sosta per visitare la chiesa parrocchiale, notevole opera d’arte del Cinquecento, ornata a tutta facciata da un dipinto rappresentante il Giudizio Universale.
Superata Gaby, particolare isola franco-provenzale tra gli insediamenti Walser di Issime e Gressoney, si giunge prima a Gressoney-Saint-Jean (Castel Savoia, residenza estiva della regina Margherita e sede, durante la stagione estiva, di concerti e mostre. Il castello è aperto al pubblico tutto l'anno) e quindi a Gressoney-La-Trinité, stazione alpina di fama consolidata, punto di partenza per le ascensioni al gruppo del Monte Rosa e stazione ben attrezzata per gli sport invernali. Nei due Gressoney, così come pure a Issime, si parla ancora oggi l’antico dialetto tedesco e sono molto vive le tradizioni e gli usi importati nel Medioevo dall’Alto Vallese. Numerose e pittoresche le costruzioni walser della vallata, sparse nella campagna secondo l’usanza germanica e che si distinguono nella struttura dal tipico "rascard", l’abitazione primitiva con strutture in legno già largamente diffusa nella Valle d’Aosta.
Il costume tipico di Gressoney è fra i più belli e più ricchi della Valle e viene ancora indossato in occasione di importanti manifestazioni, tra le quali, molto pittoresca, le tradizionali processioni che hanno luogo il 24 giugno e il 15 agosto.
Gli amanti dei prodotti locali possono gustare l’ottimo "burro di Gressoney" e la "toma", un formaggio molle con cui si usa condire la polenta.
DONNAS – BARD – VALLE DI CHAMPORCHER
Dall’uscita autostradale di Pont-Saint-Martin, si prosegue per la strada statale in direzione di Aosta, costeggiando la collina terrazzata coltivata a vigneti dai quali prende origine il DOC “Donnas”, e si raggiunge l’omonimo paese. A Donnas si possono visitare i locali delle Caves Coopératives, dove si possono degustare ed acquistare il “Donnas” ed alcuni tra i migliori vini valdostani. Nel paese vi è la possibilità di far visita ad altri produttori di specialità gastronomiche tipiche.
Vicino alla stazione ferroviaria si trova la Chiesa Parrocchiale di San Pietro in Vincoli.
Ricostruita nel 1830 sulle fondamenta della precedente, è ricca di affreschi, con un imponente altare maggiore in marmo del XVIII secolo. Altre opere degne di nota sono la cantoria e il pulpito, in legno. Il presbiterio fu costruito nel 1780, il campanile a torre quadrata è del XIII secolo.
Raggiunto il centro del paese, si ha accesso all’antico borgo attraverso la porta medievale in pietra: lungo la via centrale si possono ammirare numerose case con interessanti particolari architettonici e decorativi, finestre, portali in noce. Nel centro si possono ammirare Palazzo Enrielli, risalente al XVII secolo, che si contraddistingue per la torre cilindrica, e la Casa e la Torre del Borgo, attualmente sedi dell’Istituto musicale. Ad ovest del borgo, ritornando sulla strada statale, si può osservare un tratto ben conservato della strada romana delle Gallie.
Costruita secondo tradizione nel I sec. a. C. è incisa nella roccia ad angolo retto per oltre duecento metri con un arco di più di 4 metri che serviva probabilmente da contrafforte alla parete della montagna. Accanto si può notare una pietra miliare con l’incisione “XXXVI”, che indica la distanza, in miglia, dal capoluogo regionale. Sul piano della via si possono distinguere i segni del passaggio di carri nel corso dei secoli.
Proseguendo in direzione di Aosta si raggiunge Bard, dominata dallo strapiombo roccioso sul quale si erge l’omonima fortezza. Quest’ultima non è attualmente visitabile, in quanto sottoposta a restauro, ma nel borgo di Bard, oltre a poter ammirare pregevoli edifici del XVXVI secolo (Casa Challant, Casa del Vescovo, Casa Valperga, Casa della Meridiana e Maison Nicole) si può accedere alla mostra che ricostruisce la storia del forte e illustra quale sarà il suo futuro. A Bard si trova anche un interessante sito geologico, nell’ambito del quale si possono osservare le “Marmitte dei giganti” (cavità cilindriche formate dalla forza erosiva di acque cariche di detriti), massi erratici e rocce montonate, delle incisioni rupestri e lo “scivolo delle donne”, lustratura legata probabilmente ad un’antica pratica propiziatoria.
A Hône inizia la valle di Champorcher. Salendo si incontra Pontboset, attraversato dal torrente Ayasse e, come dice il nome stesso, ricco di caratteristici ponti che collegano le due rive del corso d’acqua. Proseguendo, in testa alla vallata si raggiunge il comune di Champorcher, località di sport invernali che nella bella stagione offre la possibilità di
splendide passeggiate, essendo parte del Parco Regionale del Mont Avic e a confine con il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Sul promontorio roccioso all’inizio del paese si può ammirare la torre quadrata, resto dell’antichissimo castello, interamente ricostruita nel 1320. Sullo stesso promontorio si
trovano la chiesa e il campanile, che monta una campana del 1548. L’attività artigianale tipica di questa vallata sono la filatura e la tessitura della canapa: in frazione Chardonney si può visitare la mostra permanente, dove si possono vedere gli antichi telai ed ammirare i prodotti di questa lavorazione.