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Informazioni: Consorzio turistico Valle Isarco Bastioni Maggiori 26 a I-39042 Bressanone (BZ) Tel. 0472 802 232, Fax 0472 801 315 http://www.valleisarco.info/ info@valleisarco.info |
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Eisackbike - Valle Isarco - la valle del gusto - I vini della Valle Isarco - La Valle Isarco - Alta Via "Tiroler Höhenweg" - Autunno in Valle Isarco
- accoglienza speciale per i motociclisti Curve e controcurve, grandi dislivelli, panorami mozzafiato, e tanti posti carini per fermarsi a mangiare o dormire, e naturalmente per fare visite, escursioni o shopping di prodotti tipici. Ecco le Dolomiti, un paradiso per i motociclisti. Che però non sempre trovavano strutture e accoglienza adeguata alle loro esigenze. Questo fino a ieri: oggi la Val d’Isarco, in Alto Adige, è la prima e unica area turistica delle Dolomiti a predisporre un’offerta pensata su misura per il popolo dei motociclisti. Eisackbike (da Eisack, Isarco in tedesco) nasce infatti qui, in questo tradizionale punto di sosta e transito nord-sud, con Vipiteno, Bressanone, Chiusa e le valli montane laterali. Si tratta di una speciale associazione di 32 alberghi attrezzati ad accogliere „con tutti gli onori“ i motorizzati a due ruote. Questi esercizi da 1 a 4 stelle, per far parte di Eisackbike devono possedere certi requisiti: - parcheggi e spazi per custodire le moto Se dai paesi di lingua tedesca sono decine di migliaia i bikers che discendono per mettere alla prova i loro mezzi lungo le strade dell’Alto Adige, ora il mototurismo appassiona sempre di più anche gli italiani. Per questo i 32 alberghi di Eisackbike sono descritti in una guida pieghevole in lingua italiana, che riporta anche varie proposte di itinerari. Contiene inoltre informazioni utili: elenco dei meccanici lungo la valle, indirizzi e numeri telefonici importanti, una carta panoramica e una carta stradale. La guida Eisackbike può essere richiesta gratuitamente presso il Consorzio Turistico Valle Isarco. Valle Isarco - la valle del gusto - l’itinerario eno-gastronomico e culturale Il concetto base dell’iniziativa è nata cinque anni fa dall’esigenza di valorizzare gli esercizi gastronomici del fondo valle e di creare uno stretto rapporto fra turismo ed agricoltura regionale. I 27 esercizi raggruppati nella piccola brochure devono garantire certi criteri: L’esercizio offre una varietà di specialità locali e crea una carta nella quale i piatti tipici prevalgono su quelli internazionali. Nella produzione vengono preferiti prodotti dall’agricoltura regionale e stagionale. Nella carta dei vini vengono offerti come minimo 5 vini della Valle Isarco. L’esercizio segue un concetto di qualità per offrire ospitalità a tutti gli effetti. Nella guida sono citati gli appuntamenti gastronomici della Valle Isarco. Uno dei primi appuntamenti “golosi” è la settimana della buona cucina – la “Eisacktaler Kost”, le “giornate dello yogurt” a Vipiteno e dintorni, le settimane della mela sull’altipiano delle mele di Naz/Sciaves e le escursioni gastronomiche attorno a Bressanone – il “Kuchlkirchtig” Da Barbiano fino al Brennero, la Valle Isarco offre una varietà di paesaggi diversi, dalle cittadine di fondovalle ai grandi spazi innevati, ma anche di luoghi e borghi, dove nei monumenti si rispecchiano gli influssi culturali del Mediterraneo e dell’Europa centrale. Nasce da questa varietà l’iniziativa di questo percorso ideale attraverso la “valle del gusto” alla ricerca del meglio che questa valle ha da offrire. Questa guida è dedicata proprio a coloro che cercano di scoprire la bontà della Valle attraverso la cultura oltre millenaria, la gastronomia locale ed i vini pregiati. La guida può essere intesa come diario di viaggio, nel quale abbiamo già annotato per Voi la descrizione di itinerari più belli, i ristoranti da consigliare per una merenda o per una cena a lume di candela. Un diario che può essere riletto a casa, per riassaporare “la valle del gusto”. La guida eno-gastronomica riceve presso tutti gli uffici turistici della Valle Isarco e tramite il Consorzio Turistico. I vini della Valle Isarco - nobili vini... Il vino è il migliore ambasciatore della zona dalla quale proviene. è la terra, dalla quale trae nutrimento, che lo plasma, il clima, che fa maturare l´uva. In Valle Isarco troviamo vigneti solo sui pendii più ripidi e più soleggiati tra Campodazzo a sud e Novacella a nord. Questa zona vitivinicola non è solo la più settentrionale d´Italia, ma ansche la più alta in assoluto (450 a 850 m). Ciò fa immaginare che non è un´impresa facile fare dell´ottimo vino in tali condizioni. Eppure la viticoltura ha una lunga tradizione in Valle Isarco. Proprio questa esperienza secolare fa sì che i risultati siano particolarmente interessanti. In Valle Israco sussistono condizioni ideali per produrre vini bianchi molto fruttati, freschi, ma al contempo ricchi ed anche di buona durata: la terra ricca di minerali, il clima piuttosto secco, gli sbalzi notevoli di temperatura durante il giorno e la notte proprio durante il periodo della maturazione delle uve. Nonostante ciò, il successo ha bisogno di aiuto; ci vogliono contadini interessati e convinti, che con molto impegno vivono la viticoltura, ci vogliono quantità di raccolto che non devono superare i limiti consentiti dalla legge e ci vogliono anche cantinieri che svolgono la loro opera con grande bravura, sapienza e convinzione. Solo allora nascono in Valle Israco vini unici sotto molti aspetti. E proprio questi vini sono ideali per accompagnare le specialità gastronomiche della Valle Israco. I vini "Valle Isarco" sono eccellenti anche al di fuori della zona di produzione e questo lo certificano le numerose, ottime menzioni di critici e le citazioni nelle varie guide. Rimane solo l´imbarazzo della scelta tra Sylvaner o Müller Thurgau, Pinot Grigio o Veltliner, Kerner o Gewürztraminer o magari un rosso Klausner Leitacher? Per uscire da questo dilemma, la cosa migliore è assaggiarli tutti e scoprire le varie sfumature di questi vini unici della Valle Isarco.
è il vino più diffuso in Valle Isarco; cresce soprattutto su pendii riparati dal vento ad un’altitudine tra i 500 e i 700 m. è un vino elegante e fruttato, che sorprende a tavola per la sua duttilità nell’accompagnare i piatti più vari. Con una merenda tipica o con la zuppa di canederli, ma anche con un tris di primi della Valle Isarco o con la trota con patate, il Sylvaner è sempre il vino giusto, che per di più sottolinea il gusto delle pietanze tipiche. Il Müller Thurgau, fiorito e fresco è altrettanto presente. Si può considerare il più alpino tra i vini che crescono in Valle Isarco, poiché sono proprio queste le viti che arrivano fino agli 850 m. Il suo gusto semplice e simpatico lo rende un vino ideale per aperitivi e soprattutto per l’estate. Chi conosce il Müller Thurgau di altre zone di produzione, sarà sorpreso dall’intensità che questo vino riesce a sviluppare in Valle Israco Il Gewürztraminer, amante del sole richiede per crescere le aree migliori, quelle più calde, che comunque non devono superare i 700 metri d’altitudine. L’uva vendemmiata verso la fine di ottobre produce un vino ricco, vario e complesso, facilmente bevibile proprio in virtù di una giusta acidità. Questo vino è più adatto per accompagnare piatti corposi come ad esempio i canederli di funghi procini con burro fuso oppure la carne affumicata con crauti e patate. Il Kerner è arrivato tardi in Valle Isarco. Questa qualità di vino piena di temperamento è stata piantata in via sperimentale negli anni settanta del secolo scorso ed ha cominciato la sua ascesa verso il successo appena negli anni novanta. Il vitigno ama il clima della Valle Isarco. Anche nelle aree più difficili, sorprende con risultati ottimi. A tavola è particolarmente indicato per pietanze tipicamente primaverili o estive come asparagi o gnocchi di ricotta alle erbe, e non disdegna il pesce alla griglia.
Negli ultimi dieci anni, in Valle Israco è venuta a crearsi una vera e propria piattaforma del vino, che ampliandosi di anno in anno con l’aggiunta di nuove e giovani coltivazioni è in grado di dare impulsi nuovi alla tradizionale viticoltura. Nuove qualià di vino bianco, ma anche di rosso danno a tutta la zona maggiore attrattività. Chi viene in Valle Isarco non può assolutamente mancare di assaggiare uno di questi vini particolari. Una volta degustati e apprezzati, non si potranno più scordare tanto facilmente. La Valle Isarco - la valle delle 4 stagioni La Valle Isarco, in Alto Adige, dal Brennero discende verso sud per oltre 80 km fino a Bolzano per confluire in quella dell’Adige. Da millenni è il passaggio naturale piú agevole di tutte le Alpi centro-orientali: un punto d’incontro tra le culture del Nord e il Mediterraneo, un percorso “obbligato” che da sempre vede traffici, commerci e flussi tali da segnare i destini dei popoli. Una valle, dunque, ricca di storia, di antiche tradizioni culturali e, per questa sua natura, da sempre vocata all’ospitalità. Lo testimoniano tuttora decine e decine di antiche locande, osterie, Gasthaus, alberghi ancora operanti e contrassegnati dalle tipiche insegne in ferro battuto. Vacanze quattro stagioni
Una zona tutta da scoprire, dunque, incuneata tra due ambienti diversi, quello fatato delle Dolomiti e quello dai sapori forti, più ‘nordici’, che culmina con i 3509 m del Gran Pilastro, tra Alpi Sarentine, Alpi Aurine, Alpi dello Stubai e della Zillertal. Tra questi alti rilievi, si estende un fondovalle tra vigneti, residenze e giardini, mentre nel livello “intermedio”, intorno ai 1000-1500 metri, si protendono grandi balconate naturali esposte al sole, con il profilo delle Dolomiti sempre in vista. Nel versante orientale svettano infatti le spettacolari Odle (3067 m) o il Sasso di Putia (2875 m), che segna il confine nord occidentale dei “monti pallidi”. Conosciamo la Valle Isarco Il Consorzio Turistico Valle Isarco è formato da 17 associazioni turistiche corrispondenti ad altrettanti comuni principali e alle valli laterali. Il consorzio gestisce l’attività di promozione e marketing e coordina le varie associazioni. Le associazioni turistiche a loro volta si occupano direttamente dell’ospite sul posto, con uffici informazione e accoglienza aperti al pubblico, e organizzano iniziative e pacchetti. Da sud, il comprensorio di vacanze Valle Isarco inizia a Ponte Gardena (468 m); proseguendo, Chiusa (525 m), dominata dallo sperone roccioso su cui sorge il monastero di Sabiona, sorprende per le atmosfere medievali. In un mondo bucolico che non s’immagina certo dall’autostrada del Brennero che fende la valle, ecco Laion (1100 m) e Gudon (730 m). Qui si stacca per penetrare nelle Dolomiti la Val di Funes, con Tiso (963 m) e Santa Maddalena (1339 m). Il versante a occidente dell’Isarco è quello dei vigneti e dei castagneti; è cosparso di masi, chiese, paesini: da sud troviamo Barbiano (830 m), Villandro (880 m), Velturno (820 m). In quota, invece, estesi pascoli ricoprono il Monte di Villandro fino a oltre 2500 m, verso le Alpi Sarentine. La valle si apre con la conca di Bressanone: antica città vescovile di 17.600 abitanti, a 561 m, alla confluenza tra Isarco e Rienza. Grandi edifici, come Castel Velturno, Castel Forte, Castel Rodengo o il Palazzo Vescovile di Bressanone, caratterizzano il paesaggio. Dalle pendici della Plose (circa 2500 m), la zona sciistica di Bressanone, si affacciano Eores (1400 m) e S. Andrea (1050 m). Contigui a Bressanone, distesi tra le vigne più settentrionali d’Italia: Varna (677 m) e Novacella (600 m) con la celebre Abbazia. La selvaggia Val di Scaléres incide il versante ovest. A nord est di Bressanone è un idillio alpino la valle di Luson (intorno ai 1000 m), mentre Naz/Sciaves (772 m) giace sul cosiddetto "altopiano delle mele". Allo sbocco della Val Pusteria troviamo poi gli agglomerati di masi che formano Rodengo (900-1000 m), altro balcone soleggiato e agreste, sovrastato dall’Alpe di Rodengo-Luson, nuovo paradiso di sci di fondo e mountain bike. Poi ecco Rio di Pusteria (770 m), sovrastato a nord dall´area sciistica di Maranza (1391-2500 m), Vandoies di sotto e di sopra (750 m), dove diparte verso nord la incontaminata Val di Fundres (1193 m), chiusa da aspre montagne. Valles (1354-2060 m), altra stazione sciistica, si trova in una valle solitaria ma con buone strutture turistiche, ai piedi di antichi e ben conservati insediamenti di malghe (Malga Fane). Dopo Fortezza (747 m) si entra nella Valle Isarco. Capoluogo di quest’area è Vipiteno (948 m): vera porta dell’Europa, attraente stazione montana estiva ed invernale, ma anche importante centro storico con un’intensa vita commerciale e ricche tradizioni artistiche. Giace in una piana dove la Val d’Isarco si apre decisamente dopo un tratto più angusto in cui si incontrano Mules (941 m), Campo di Trens (937 m) e Stilves (962 m). Per chi vuole una vacanza più spiccatamente montana, ecco le solitarie valli laterali, quasi al cospetto dei ghiacciai: a est di Vipiteno offre scorci incomparabili la Val di Vizze, cosparsa di fienili e cinta da ripidi versanti; si addentra nelle Alpi dello Zillertal al confine con l’Austria. A ovest si estendono le valli di Racines (importante polo sciistico) e di Ridanna, con paesini sparsi, accesso per le impegnative escursioni sulle Alpi dello Stubai, che qui culminano con il Pan di Zucchero (3505 m). Proseguendo verso Brennero (1370 m), confine di stato, ecco Colle Isarco (1098 m); qui inizia la spettacolare Val di Fleres, con la località sciistica di Ladurns, contornata da una cerchia di montagne dalle parvenze dolomitiche, come il Tribulaun (3096 m). Alta Via "Tiroler Höhenweg"
Trovare ancora un posto dove gustare la solitudine? La nuova Alta Via “Tiroler Höhenweg” inizia e termina nelle due località turistiche Mayrhofen (A) e Merano. Tra questi due centri vi sono 130 chilometri di panorami mozzafiato, di un mondo montano impressionante e perlopiù isolato. Molte delle tappe dell´alta via, che si può percorrere in undici giorni, non hanno mai conosciuto la mondanità. E questo, per chi si trova su questo percorso, è un vero bene! In tutta tranquillità e lontano dai maggiori flussi turistici si possono ammirare paesaggi dalle caratteristiche più diverse: i ghiacci eterni delle Alpi dello Zillertal, le montagne scure delle Alpi centrali, le punte di dolomia bianca del Tribulaun, le cime sopra la valle del Rombo e della Passiria e il gruppo del Tessa ricco di laghetti. La discesa dalle cime della solitudine avviene attraverso i frutteti di Merano. È nuova l´Alta Via “Tiroler Höhenweg”, ma non del tutto. Per più di due anni i responsabili su entrambi i confini, quello austriaco e italiano, hanno lavorato per “creare” questo sentiero, cercando di unire sentieri esistenti e preparando percorsi nuovi. Ne è nato un sentiero dalle dimensioni europee, aggiungendo un nuovo capitolo alle guide alpinistiche sulle alte vie e i sentieri europei. I numeri dell´Alta Via “Tiroler Höhenweg” sono impressionanti: 130 chilometri di percorso, 9.000 metri di dislivello in salita e 10.000 metri in discesa, quasi dodici cime, giogaie e passi. Ma quello che rende questo percorso unico non sono le cifre. Il percorso interamente segnato in modo uniforme inizia a Mayrhofen nello Zillertal e porta attraverso il nevaio di Schlegeis e il Passo di Vizze al Rifugio Venna alla Gerla (Landshuter Europahütte), alla Spina di lupo (Wolfendorn) e poi al Passo del Brennero. Lo si può evitare oppure andare a conoscere il suo singolare destino. Si prosegue per passi fino a Obernberg e verso il Tribulaun. Qui – e non nelle Dolomiti – il famoso geologo francese Dolomieu scoprì le qualità della dolomia, che prese poi il suo nome. Scoprire le montagne dall´interno – un giorno di riposo tra le varie tappe per entrare nella miniera della Val Ridanna e di Monteneve, diventata museo. Da qui il percorso prende direzione sud per raggiungere Merano attraverso le Alpi dell´Ötztal e della Val Passiria e il gruppo del Tessa. Il sentiero si sviluppa quasi sempre su un´altitudine tra i 1.600 e i 3.000 metri. Cinque i pernottamenti nei rifugi e cinque in piccole località di valle. L´Alta Via “Tiroler Höhenweg non è dunque un percorso alpinistico degli estremi. Varie anche le possibilità di percorrerlo solo in parte con singole tappe. Dal Passo del Brennero, ad esempio, o dalla valle di Obernberg, o dalla Val di Vizze e dalla Val Ridanna, dalla Val Passiria e da Plan in Passiria è possibile accedere facilmente. Chi però non vuole rinunciare all´avventura di percorrere per intero l´Alta Via “Tiroler Höhenweg”, deve calcolare un periodo di almeno 11 giorni, meglio se 12 o 13. L´Alta Via è un sentiero escursionistico, anche se in alcuni passaggi si trovano nevai fino in estate. Non dimenticate dunque ramponi e piccozze! La sicurezza è al primo posto sull´Alta Via: passaggi esposti sono attrezzati con passamano ferrati. È comunque indispensabile avere una buona condizione fisica, sapersi muovere in sicurezza e conoscere la cartografia. È solo così che si può godere al massimo l´Alta Via. Chi volesse allungare il percorso può inserire a piacimento altre tappe, salire su cime o aggiungere arrampicate e vie ferrate nel gruppo del Tribulaun. Hanspeter Eisendle, guida alpina di Vipiteno, del Tribulaun conosce ogni singolo sasso. Alpinista estremo e arrampicatore dalle doti straordinarie, Eisendle è entusiasto dell´Alta Via “Tiroler Höhenweg”. Ne elogia soprattutto la solitudine ed il silenzio che si possono trovare lungo il percorso. E proprio questo itinerario gli ricorda la sua gioventù: “Su queste montagne venivo da ragazzo in bici o a piedi. Questo è il mondo che riuscivo a scoprire, quando, giù a valle, tutto diventava troppo stretto...” Autunno in Valle Isarco - parola chiave "Törggelen" - castagnate in Valle Isarco Seguendo un’antica tradizione, durante le ultime calde giornate autunnali in tutta la valle, da Barbiano a Varna e da Laion a Naz, le „stube“ dei contadini e le osterie di campagna si aprono per il „Törggelen“. In primo luogo è d’obbligo l’assaggio del „dolce“, il succo d’uva non ancora fermentato, mentre più in lá si passa al „nuovo“, il mosto già fermentato. Il „Törggelen“ in Val d’Isarco consiste nel godere i doni regalatici in autunno dalla generosa natura: speck, pane secco tirolese, noci, würstel caserecci con crauti, minestra d’orzo e naturalmente non possono mancare le castagne. Prima di sedersi a tavola e gustare queste specialità contadine si consiglia un escursione attraveso il bel paesaggio tanto vario e interessante tra vigneti, castani e antichi masi. I sentieri da percorrere sono tanti, tutti ben curati e segnati. È garantito che dopo una di queste escursioni le pietanze piaceranno ancor’ di più. Il paesaggio, la sua storia e le pietanze amorevolmente preparate ... questo è il „Törggelen“. L’usanza del „Törggelen“ ormai la conosce chiunque. Meno conosciuta però è la sua origine. Probabilmente i viticoltori hanno trasferito l’assaggio del vino dalle cantine umide e fredde alle „stube“ calde e accoglienti. All’assaggio del vino partecipavano vicini e parenti e così con il passare delle ore il tutto si trasformava in una simpatica e divertente „riunione“. E così nacque il „Törggelen“ come oggi lo conosciamo. A proposito il nome di questa usanza deriva dalla parola „Torggel“ che significa torchio. Allo scopo di offrirvi un piccolo aiuto nel trovare le gioie autunnali in Val d’Isarco, le associazioni turistiche della Val d’Isarco hanno preparato un programma che comprende quanto segue: passeggiate, escursioni e castagnate. Si offre la possibilità di parecipare all’intero programma oppure a determinate giornate scelte personalmente dagli ospiti. (Attenzione: numero di partecipanti limitato. Consigliamo di prenotare il prima possibile) Chi invece preferisce scoprire i dintorni di propria iniziativa puo rivolgersi alle relative associazioni turistiche sempre liete di poterVi aiutare. |
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