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Emilia-Romagna:
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IL TERRITORIO La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli d’Imola si snoda per un centinaio di chilometri nei territori di nove comuni tra le colline e le valli dei fiumi Santerno, Sillaro e Sellustra, con propaggini anche nell’alta pianura a nord della Via Emilia. Sono le valli più orientali della provincia di Bologna, nel territorio conosciuto come “circondario imolese”, ovvero la cerniera tra l’Emilia longobarda e la Romagna bizantina. Territori ricchi di bellezze aspre e naturali di tipo carsico, ma anche di centri storici e culturali con una invidiabile offerta di servizi, di strutture ricettive e di attrattive turistiche che hanno nell’Autodromo di Imola e nell’Enoteca Regionale di Dozza le principali tappe d’obbligo. Colline verdeggianti di vigneti fra borghi e murales, che antiche vie romane collegano con la vicina pianura delle terme e dei centri fortificati. La tradizione vitivinicola è notevole, con un’ottima produzione di vini Doc e Docg, con Sangiovese e Albana in testa. Anche la gastronomia tipica non è da meno, con numerosi prodotti fregiati da marchi Igp, come scalogno, pesca, nettarina, marroni e carni di vitellone bianco. Il castrato, i salumi, i saporiti formaggi, la piadina romagnola, le minestre e i dolci completano l’offerta di un territorio non molto esteso, ma dai grandi sapori e da una diffusa cultura dell’ospitalità. IN VIAGGIO SULLA STRADA Il tracciato di questa Strada parte da Ozzano Emilia, a pochi chilometri da Bologna. Sede di un castello oggi scomparso, Ozzano fu sentinella bizantina verso i confinanti territori longobardi. Anche se nessun rudere appare in superficie, il territorio cela i resti della città etrusca di Claterna, da cui partiva un’antica strada romana, la Flaminia minor. Da qui si piega verso sud e salendo verso le prime colline si attraversa il settore orientale del Parco regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa, dove le argille cedono il posto ad un paesaggio di tipo carsico. Si sale fino alla frazione di Settefonti per poi tornare sulla Via Emilia. Dalla località di S. Nicolò si risale attraverso la piccola valle del torrente Quaderna, alla scoperta del grazioso borgo panoramico di Varignana. Fiorente centro del XII secolo, oggi conserva la rocca, una bella torre e la chiesa romanica di S. Maria e S. Lorenzo, con una bellissima cripta del IX secolo. Si continua a salire attraverso l’abitato di Burzano, fino ad arrivare a Monte Calderaro, luogo panoramico con splendida vista sul paesaggio. Da qui di nuovo verso la pianura, passando da Vedriano e Liano, e si percorre la Via Emilia per un breve tratto fino a raggiungere il capoluogo di Castel San Pietro Terme, città di frontiera che conserva l’impianto originario a vie ortogonali porticate. Anticamente munita di due rocche, oggi rimangono tratti delle mura e il cassero, dominato dalla torre dell’Orologio, simbolo della città. Da vedere anche le chiese del SS. Crocefisso, il cui campanile vanta un originale carillon di 55 campane, e la parrocchiale di S. Maria Maggiore. A poca distanza dal centro, l’attrezzato stabilimento termale. Qui la gastronomia ha i suoi prodotti forti nei formaggi tipici, come squacquerone e Castel San Pietro, e nelle carni di castrato. Da non dimenticare il miele – la città è sede dell’Osservatorio nazionale sul prodotto – ottenuto sulle colline assieme ai primi vini romagnoli. Da Castel San Pietro la Strada propone una variante a sud, lungo la “lunare” valle del Sillaro, il confine storico fra Emilia e Romagna. Spoglia e ricca d’argilla, questa valle mostra, risalendola, spettacolari calanchi e nere rocce ofiolitiche. La variante la percorre per un lungo tratto, fino a risalire a Sassoleone, sullo spartiacque con la Val Santerno, dove si raccorda con il percorso principale. Quest’ultimo, da Castel San Pietro attraversa la Via Emilia e s’inoltra fra le campagne dell’alta pianura verso Castel Guelfo, in direzione nord-est. Quattro torrioni circondano il paese e sono ancora visibili parti delle antiche mura. Da vedere Palazzo Malvezzi, con imponente facciata e splendida corte interna. Percorsi alcuni chilometri verso est, attraversato il fiume Sillaro, la Strada devia a sud per Sasso Morelli e prosegue fino a raggiungere nuovamente la Via Emilia. Da qui si entra a Imola, capoluogo del comprensorio. Famosa per il suo autodromo, è una vivace città con un bel centro storico, ricca di monumenti, fra cui spiccano l’imponente Rocca sforzesca e il settecentesco palazzo Tozzoni. Da vedere anche gli altri notevoli palazzi cittadini e le pregevoli chiese. Da visitare il palazzo dei Musei, con la ricca biblioteca, il Museo civico Scarabelli e la vicina Pinacoteca comunale. Imola, pur amministrativamente emiliana, si sente profondamente romagnola per carattere e per tradizione e anche la
cucina –
dalla piadina al castrato – non fa eccezione. Appena fuori città, in
direzione di Monte
Catone, da segnalare la
Riserva naturale del Bosco della Frattona.A questo punto la Strada propone una digressione verso sud-est, lungo il percorso collinare dei Tre Monti. Un itinerario circolare inserito in un paesaggio di grande godibilità, fra estesi coltivi e vigneti da cui provengono i migliori vini Doc imolesi. Ritornati nel capoluogo passando dall’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, s’imbocca la statale 610 che risale la valle del Santerno. Vi è la possibilità di raccordarsi alla strada di fondovalle anche percorrendo, magari in bicicletta, una stradina di campagna detta “via dei mulini” o, ancora, di risalire la valle sulla destra orografica del fiume, passando dall’abitato di Codrignano, raggiungendo poi la statale a Borgo Tossignano. Usciti da Imola, Casalfiumanese è il primo comune che s’incrocia sulla valle coperta di coltivazioni di albicocche. Vicino al paese, la bella chiesa romanica di Riviera, l’edificio di culto più antico della valle. Proseguendo, si giunge a Borgo Tossignano, immerso tra frutteti e vigneti. Borgo, al fondo della vallata, lega la sua storia a quella della più antica Tossignano, raggiungibile a sinistra della statale, dopo pochi chilometri di strada in salita. Il suo castello fu un fortilizio importante e oggi, dopo le devastazioni del tempo e della Seconda guerra mondiale, ne restano poche vestigia. Interessanti gli interni della chiesa di S. Girolamo. Una passeggiata sopra Tossignano permette di godere di un bel panorama sulla vallata e di compiere escursioni lungo gli spettacolari affioramenti della Vena del gesso, formazione carsica che attraversa quasi tutta la Romagna. Nella stessa zona, gli ultimi esemplari della tondina di Tossignano, gustosa drupacea della tradizione locale. Ancora risalendo la vallata del Santerno, si tocca Fontanelice. Del suo passato di borgo fortificato conserva tracce di mura e la torre dell’Orologio. In piazza Roma, il museo Giuseppe Mengoni, contenente ricordi e cimeli dell’architetto che qui ebbe i natali. Nel territorio si producono ottimi vini, si mangia una gustosa pìe fritta e, a cadenza biennale, si svolge un’importante mostra bovina, con protagonista la razza bianca romagnola. Salendo ancora lungo la valle, la Strada propone Castel del Rio, comune a ridosso del confine toscano. Secolare possedimento della famiglia Alidosi, conserva di quel periodo l’imponente castello Alidosi, sede del comune, del Museo della Guerra e del costituendo Museo del Castagno, e il bellissimo ponte Alidosi, capolavoro ingegneristico “a schiena d’asino” sul corso del Santerno. Nonostante il
capoluogo sia relativamente basso, il suo territorio porta ben oltre i 900
metri di altitudine. E’ qui che
la Strada sale e valica il crinale con la Val Sillaro ed è qui che si
possono vedere gli estesi
castagneti in cui si raccolgono i famosi e saporiti marroni tipici.Da Sassoleone il percorso dirige verso nord-est per cambiare vallata e, passando tra verdi pascoli, si entra nei panorami della Val Sellustra. Si ritorna sulle prime colline e, dopo una visita al vicino e suggestivo borgo medievale di Pieve Sant’Andrea, ci si avvia a concludere il viaggio a Dozza, centro medievale di grande bellezza immerso fra le colline vitate dell’Albana. Nel fortificato palazzo Malvezzi-Campeggi, ha sede l’Enoteca regionale dell’Emilia-Romagna, la collezione Mascellani e la Pinacoteca del Muro dipinto, collegata alla biennale a cui partecipano artisti di fama internazionale. Qui, fra una passeggiata sulla piazzetta del borgo, un colpo d’occhio sulle colline coperte di vigneti e, naturalmente, le degustazioni dei vini all’Enoteca, si conclude degnamente il percorso di questa Strada. Con una doppia possibilità per il ritorno sulla Via Emilia: a sinistra verso Castel San Pietro, fra colline e vigneti, oppure a sinistra verso Imola. |
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| info: | |
| - Parco regionale dei Gessi Bolognesi e dei Calanchi dell’Abbadessa: si sviluppa nelle colline adiacenti Bologna, affacciandosi come un largo terrazzo sulla pianura. Una serie di affioramenti gessosi messiniani danno vita ad un paesaggio di estremo interesse e bellezza. Morfologie carsiche che ospitano anche un intreccio di oltre 200 grotte sotterranee, uno dei sistemi di cavità gessose più estesi d’Europa. Info: tel. +39.051.6251934 . >ritorna su< | |
| - Stabilimento termale di Castel San Pietro: realizzato a fine Ottocento, poi costantemente ammodernato, risulta notevolmente attrezzato. Immerso nel parco delle Terme, utilizza acque solfuree e salsobromoiodiche. Non distante, il campo da golf “Le fonti”, l’unico in Italia ad essere di proprietà comunale, con un percorso di 18 buche abilitato alle gare internazionali. Info: Terme tel. +39.051.941247; Golf Club tel +39.051.6951958. >ritorna su< | |
| - Pinacoteca comunale di Imola: situata all’interno dell’ex convento dei Domenicani, documenta in particolare le scuole romagnole ed emiliane fra XV e XVIII secolo. Si compone di 95 opere fra tele, tavole e affreschi, raggruppati in base alla loro provenienza. Una sezione raccoglie anche dipinti novecenteschi. Info: tel +39.0542.34714. >ritorna su< | |
| - Riserva naturale del Bosco della Frattona: istituita nel 1984, preserva un lembo dell’originaria vegetazione del luogo. Dal terreno affiorano le caratteristiche sabbie di Imola che risalgono a un milione di anni fa, quando la Padana era un’insenatura marina. Nella riserva è presente una nutrita fauna e numerose specie di uccelli. Info: tel +39.0542.602111. >ritorna su< | |
| - Tossignano: un’antica rivalità fra i due paesi fa sì che, l’ultimo giorno di Carnevale, si svolgano ancora in contemporanea le sagre della polenta a Tossignano e quella dei maccheroni a Borgo. Info: tel. +39.0542.91331-90220. >ritorna su< | |
| - Enoteca regionale dell’Emilia-Romagna: è la sede deputata alla valorizzazione e alla promozione dei vini dell’Emilia-Romagna, riconosciuta nel 1978 da un’apposita Legge regionale. Occupa completamente le antiche cantine della Rocca e parte del piano-terra. Nei sotterranei c’è una mostra permanente di circa 800 etichette di vini regionali – in rappresentanza di 200 produttori associati – che si possono degustare al wine bar oppure acquistare al banco. L’Enoteca si occupa di promuovere i vini emiliano-romagnoli in Italia e all’estero in sinergia coi vari Consorzi di tutela territoriali. Info: tel. +39.0542.678089. >ritorna su< | |
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Sapori in festa |
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PER INFORMAZIONI E VISITE ALLE ATTRATTIVE DEL TERRITORIO |
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SEGRETERIA STRADA Via Boccaccio, 27 40026 Imola (BO) Per informazioni: Tel. 0542.25413 - Fax 0542.613252 Da Lunedì a Venerdì ore 9-13/14,30-18,30 Per soggiorni: Tel. 0542.34463 - Fax 0542.31028 e-mail: info@stradaviniesapori.it - www.stradaviniesapori.it |
IAT (Uffici
Informazione e Accoglienza Turistica) IAT CASTEL SAN PIETRO TERME C/o Municipio 40024 Castel San Pietro Terme (BO) Tel. .051.6954135-6951379 Fax 051.6954135-6951379 E-mail: proloco@castelsanpietroterme.it www.comune.castelsanpietroterme.it IAT IMOLA Via Mazzini, 14/16 - 40026 Imola (BO) Tel. 0542.602207 - Fax 0542.602310 E-mail: iat@comune.imola.bo.it - www.comune.imola.bo.it |
>> I numeri telefonici segnalati sono passibili di variazioni