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L’ALTOPIANO DEL
NIVOLET |
L’altopiano del Nivolet si
estende per circa sei chilometri nell’alta Val Savarenche, collegandosi alla
Valle dell’Orco, ad una quota media di circa 2.420 metri. Particolarmente
ric co
di acque- grazie agli ampi meandri della Dora del Nivolet- è caratterizzato
da due piccoli laghi alpini e molte torbiere. Questo delicato ecosistema è all’origine della necessità di difendere il territorio del Nivolet da quelle eccessive presenze di autovetture che si manifestavano ogni anno nei weekend estivi. Anche grazie a questi interventi è ancora possibile osservare sull’altopiano numerose specie rare come il ranuncolo acquatico o il sedum villosum. Tipici del Nivolet sono gli eriofori, che durante la fioritura riempiono i prati con i loro ciuffetti bianchi, caratterizzando il paesaggio. I sentieri che portano al Nivolet si snodano fra boschi di larici, abeti rossi e pini, con un ricco sottobosco di rododendri, ginepri e felci. Sul Colle si possono avvistare alcuni degli animali più noti del Parco del Gran Paradiso: stambecchi, camosci, marmotte, aquile reali, poiane, gheppi, corvi reali… Nell’Ottocento l’area dell’odierno Parco Nazionale del Gran Paradiso fu interessata dalla realizzazione di una serie di mulattiere e sentieri voluti dai sovrani sabaudi per la loro attività venatoria. Il sistema stradale, superiore ai 156 km totali per la sola dorsale principale, collegava cinque palazzine di caccia tra la valle di Champorcher e la valle dell’Orco (Dondeynaz, Lauson, Orvieille, Nivolet e Gran Piano), passando per le valli di Cogne e Valsavarenche. Nella zona del Nivolet passa il collegamento tra la Casa reale di Orvieille e il Gran Piano di Noasca, attraverso l’attuale Rifugio Savoia (circa 55 chilometri di percorso). E se la costruzione della strada asfaltata aveva interrotto la continuità dell’antico percorso reale, questo resta pur sempre percorribile in larga parte, in mezzo a scenari di grande interesse naturalistico e paesaggistico. |
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DATI SULL’ACCESSO AL NIVOLET |
| La strada che porta al
Nivolet fu costruita tra il 1953 e il 1963 per collegare gli impianti
idroelettrici dell’alta Valle dell’Orco. Negli anni seguenti fu aggiunto un
tratto da Pont Valsavarenche nell’ipotesi, poi tramontata, di collegare i
due versanti del Parco Gran Paradiso. Negli anni della costruzione della strada era difficile prevedere l’enorme sviluppo che avrebbe avuto la circolazione automobilistica privata e valutare l’impatto negativo sui delicati equilibri naturali d’alta quota. Negli ultimi anni il numero complessivo dei visitatori del Parco del Gran Paradiso è salito a 1,850 milioni, con i 2/3 delle presenze concentrate nel periodo estivo. Una delle conseguenze peggiori della presenza dell’uomo e degli ‘assalti’ alla montagna è certamente il “disturbo” degli animali del parco, con il conseguente allontanamento della fauna ungulata (stambecchi e camosci) dai percorsi e dalle aree abituali di pascolo. A questo si aggiunga l’inquinamento atmosferico e acustico a rendere precario l’equilibrio degli ecosistemi montani del Nivolet. Le prime indagini sul traffico privato verso il Nivolet risalgono al 1993 quando –nelle domeniche estive- venivano rilevate fino a 360 vetture all’ora, una ogni 10 secondi; peggio per il traffico in uscita, nel giorno di ferragosto, pari a 470 vetture all’ora. Il numero delle autovetture in transito ha raggiunto un massimo di 1.552 unità, arrivando a 1678 comprendendo le motociclette e i camper, con la maggiore concentrazione di parcheggio al Nivolet, dove termina la strada. I rilevamenti avevano evidenziato una concentrazione giornaliera massima pari a un parcheggio di 8000 mq a 2600 metri di quota. Un affollamento incredibilmente dannoso per la flora e la fauna locali e senza una ricaduta economica locale in grado di giustificarla. Al primo anno di regolamentazione del traffico domenicale i turisti erano cresciti di 2.000 unità, e 4.800 erano saliti al Colle del Nivolet utilizzando le navette GTT, con una media di 608 per ogni domenica. Nel 2004 i turisti erano saliti a 2.350 e gli utilizzatori delle navette a 4.869. E nell’estate 2005, caratterizzata dal mal tempo, sono stati comunque più di 4.400 i turisti saliti al Nivolet usufruendo del servizio navetta del Gruppo Torinese Trasporti GTT dal parcheggio del Serrù (3.193), ai piedi del colle, da Ceresole Reale (1173), da Pont Canavese (44), da Castellamonte (11) e da Ivrea (22). 250 persone, infine, hanno usufruito del nuovo servizio GTT da Torino, con bus “Gran Turismo”. Già nel 2004 la diminuzione del traffico era pari all’82%, mentre nel 2005 la diminuzione era ancora più significativa (86%) con una percentuale sempre molto significativa (48%) di turisti giunti al Nivolet “per la prima volta” in una delle domeniche “ecologiche”. Tradotti in autovetture significa che sono salite in cima al Nivolet circa 1.700 auto in meno, una media di 230/250 veicoli lasciati a valle ogni domenica!! |
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IDEE E
ATTIVITA’ PER L’ESTATE |
| Per le domeniche estive sul
Nivolet i responsabili dell’Ente Parco Nazionale Gran Pardiso hanno messo a
punto un intenso programma di attività nonché idee e suggerimenti per chi
voglia conoscere uno dei “gioielli” del Parco, a cavallo fra Piemonte e
Valle d’Aosta. I sentieri Natura Famiglie e giovani appassionati di natura potranno seguire uno dei quattro percorsi con indicazioni che permettono di conoscere l’ambiente e le realtà locali. Due di questi si trovano a Noasca (Valle Orco): il primo con le indicazioni delle specie vegetali e floreali; il secondo, più recente, che risale il Vallone del Roc toccando alcune interessanti borgate ormai abbandonate, come la frazione Pianchetti, con tempo medio di percorrenza di 3 ore. A Ceresole Reale (Valle Orco) un interessante percorso studiato per i non vedenti capace di stimolare i sensi meno utilizzati come il tatto, l’olfatto e l’udito. Infine dalla Valle d’Aosta, a Valsavarenche: da Eaux Rousses si segue l’antico sentiero per la casa di caccia di Orvieille. Sono qui sviluppati gli aspetti naturalistici e culturali di maggior interesse. Le mostre permanenti Noasca. La segreteria turistica del Parco Nazionale del Gran Paradiso è anche sede di una mostra permanente sulla geologia e geomorfologia della Valle Orco e dell’altopiano del Nivolet. Ceresole Reale. Località Pian della Balma (tel.0124-953186), ospita una mostra permanente sullo stambecco Serrù. Punto informativo dopo Ceresole Reale, dove è previsto il parcheggio delle auto durante i giorni di chiusura al traffico sarà aperta al pubblico una mostra sul sentiero del Colle della Losa, che collega i parchi Gran Paradiso e Vanoise. Locana. Chiesa sconsacrata di San Francesco (0124-83557). Mostra sugli antichi mestieri delle vallate piemontesi del parco, con particolare attenzione alla figura dello spazzacamino. Degioz (Valsavarenche-0165-905808) Mostra permanente sulla lince e sulla predazione animale (in allestimento nella nuova sede, apertura prevista inizio di luglio. Da visitare anche le di caccia costruite dai sovrani sabaudi nei secoli scorsi, come quella del Gran Piano di Noasca, o altre attualmente trasformate in rifugi (il Rifugio Savoia è l’antica palazzina di caccia costruita da Vittorio Emanuele II). WEEKEND ARTE, SAPORI E NATURA L’ATL del Canavese e Valli di Lanzo organizza fine-settimana in Canavese, dal titolo “Arte, sapori e natura”. Con partenza il venerdì o il sabato, visita ai castelli, scoperta dei sapori e delle tradizioni locali, partecipazione la domenica alle manifestazioni del Nivolet. Informazioni e prenotazioni Kubaba Viaggi 0119833198 info@kubabaviaggi.it SAPORI DEL NIVOLET Un soggiorno nel Parco offre l’opportunità di scoprire le antiche tradizioni della cucina locale: nei punti di ristoro a Locana, Noasca e Ceresole che espongono la locandina Sapori del Nivolet chiedete le specialità del territorio e partecipate alle iniziative che il Parco propone per la valorizzazione delle sue specialità. |
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IL PARCO
NAZIONALE DEL GRAN PARADISO |
| Il Parco Nazionale del Gran
Paradiso è la prima area protetta istituita in Italia (1922). Abbraccia un
territorio di oltre 70.000 ettari fra le Valli Orco e Soana in Piemonte, le
Valli di Cogne, Rhemes e Savarenche in Valle d’Aosta. Boschi di larici e abeti, vaste praterie alpine, rocce e ghiacciai costituiscono lo scenario ideale per la vita di una fauna straordinaria che ha nello stambecco il suo animale simbolo. VALLE ORCO La Valle Orco prende il nome dall'omonimo torrente che nasce a ridosso dell'altipiano del Nivolet a 2300 metri di altezza e percorre l'intera vallata che nei toponimi viene anche indicata come "valle di Locana". Una buona parte della Valle Orco è compresa nei confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Conosciuta già nel secolo scorso per la sua realtà montana ricca di bellezze naturali, intorno al 1859 la Valle Orco visse un momento di grande visibilità grazie alle “incursioni” di Vittorio Emanuele II, il “Re cacciatore” al quale il Comune di Ceresole aveva ceduto il diritto di caccia su camosci e stambecchi, ottenendo in cambio il titolo onorifico “Reale”. Ceresole era anche meta delle escursioni estive della Regina Margherita e di grandi letterati come di Giosuè Carducci o Guido Gozzano. Fra fine ‘800 e inizio ‘900, Ceresole visse una stagione di turismo di elite, di moda fra la borghesia torinese, legata alla presenza dei Savoia e alla fonte di acque minerali molto conosciuta e apprezzata. Segni di quell’epoca sono le architetture di pregio del Grand Hotel e di alcune ville. L’attività economica era legata, inoltre, all’agricoltura e all’allevamento del bestiame, soprattutto nel vasto pianoro del capoluogo. In seguito, con la realizzazione del bacino artificiale dell’Aem di Torino, inaugurato il 2 agosto del 1931 dall’allora Principe ereditario Umberto di Savoia, l’economia del centro montano cominciò a gravitare intorno ai nuovi impianti idroelettrici, esempio straordinario di sfruttamento delle acque dell’Orco e dei suoi affluenti. La vocazione turistica di Ceresole Reale ha cominciato a riprendere quota alla fine degli anni ’80, con una serie di interventi mirati alla valorizzazione di questa importante area del Parco del Gran Paradiso. VALSAVARENCHE Racchiusa dal massiccio del Gran Paradiso, la Valsavarenche confina con le Valli di Rhemes e Cogne in Valle d’Aosta e con la Valle Orco attraverso il Colle del Nivolet. E’ attraversata dal torrente Savara che si getta nella Dora Baltea nei pressi di Villeneuve (AO). Grazie alle sue caratteristiche, la valle è rimasta a lungo isolata e l’interesse turistico si è sviluppato solo a partire dall’Ottocento, quando il re Vittorio Emanuele II la scelse come meta di battute di caccia. Il territorio è estremamente vario, con ghiacciai e laghi alpini, che caratterizzano il paesaggio d’alta quota. E’ la valle che funge da base per l’ascesa al Gran Paradiso (mt 4061). La Valsavarenche è attraversata da una strada che dal piccolo comune di Introd, all’imbocco della valle, raggiunge Dégioz, a 1540 metri, ai piedi della Grivola e del Gran Nomenone, e arriva a Pont per terminare proprio alle falde del Gran Paradiso. |
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I PAESI
DEL NIVOLET |
| CERESOLE REALE Nota già dalla metà dell’800 per la passione venatoria dei Savoia, e importante meta di turismo della nobiltà piemontese, Ceresole Reale resta oggi una meta ideale per appassionati di escursioni e di alpinismo. L’ampio fondovalle permette la pratica dello sci di fondo, mentre d’estate le pareti rocciose sono meta di climbers da tutti i paesi d’Europa. A testimonianza del prestigioso passato di Ceresole, l’ottocentesco Grand Hotel, ora in restauro, verrà inaugurato la prossima estate e destinato in parte al nuovo centro visita del Parco. NOASCA Piccolo paese sede del Centro Educazione Ambientale del Parco, offre lo scenario di una bellissima cascata e sentieri che attraversano antiche borgate, come quelle tipiche del Vallone del Roc. Straordinaria la Casa di caccia Reale del Gran Piano, recentemente ristrutturata dal Parco e festeggiata ogni estate il primo sabato di agosto. La quota di soli 1.000 metri di altezza del paese è ideale per escursioni e soggiorni in tutte le stagioni, e soprattutto per i gruppi che possono prenotare attività nel Centro Educazione Ambientale, aperto tutto l’anno. LOCANA Porta del Parco Nazionale Gran Paradiso, è il Comune più grande e popolato della Valle Orco. Ricco di tradizioni e di storia, Locana ospita il museo dello spazzacamino nella chiesa sconsacrata di S. Francesco, situata nel centro storico. Il mestiere dello spazzacamino, molto diffuso in tutta la valle e tipico di Locana e Noasca, viene ricordato e rivive anche oggi nel singolare teatrino del museo. Da vedere il Vallone di Piantonetto, uno dei luoghi più selvaggi di tutto il Parco e, nel versante fuori parco, da frequentare la stazione sciistica dell’Alpe Cialma, recentemente rinnovata. VALSAVARENCHE Come Ceresole la sua notorietà è legata alla tradizione delle cacce reali: mulattiere e case di caccia, ma anche deliziose frazioni con la tipica architettura di montagna, nella cornice di una natura selvaggia e meravigliosa. La vetta del Gran Paradiso, unico 4.000 tutto in territorio italiano, è raggiunta ogni anno da migliaia di alpinisti lungo la via dei due rifugi, Vittorio Emanuele e Federico Chabod. |
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PERNOTTAMENTO E CUCINA TRADIZIONALE |
| RIFUGIO “MASSIMO MILA” Il rifugio escursionistico Massimo Mila sorge a 1583 metri di altezza, sulla sponda settentrionale del lago artificiale di Ceresole, in una zona di particolare interesse naturalistico: l’alta Valle Orco, nel "cuore" del versante piemontese del Parco Nazionale Gran Paradiso. Ospitato in un edificio costruito negli anni ’60 dall'Azienda Energetica Metropolitana di Torino, oggi il rifugio è stato “inventato” dall’Associazione Amici del Gran Paradiso e affidato in gestione alla Cooperativa Alp 2000, nata nella primavera del 2000 per favorire l’imprenditorialità nella montagna canavesana. Dispone di 35 posti letto in 1 camerata e 6 camerette. Per informazioni e prenotazioni: tel. 0124-9532300 RIFUGIO “CITTA’ DI CHIVASSO” Il rifugio Città di Chivasso è localizzato nei pressi del Colle del Nivolet (nel versante piemontese del Parco) a circa 2600 mt di altitudine. La struttura gode di una posizione privilegiata, inserita in un ambiente ricco di specchi d’acqua a contatto con il verde della natura e con un magnifico panorama sull’altopiano del Nivolet e dei suoi laghi. Meta ideale degli escursionisti che giungono al Nivolet per godere di una sosta rilassante e ripartire per i numerosi itinerari che da qui si possono intraprendere, attraverso le antiche mulattiere reali. Il Rifugio dispone di 38 posti letto in due camerette da 6 letti e in due dormitori, in locale soggiorno-pranzo ed una veranda per il pranzo, in cui è possibile degustare la cucina tradizionale. Nel soggiorno un piccolo angolo bar e una biblioteca plurilingue. Per informazioni: tel. 0124-953150 o 011-9600827; cittadichivasso@caichivasso.it RIFUGIO “SAVOIA” Situato nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, alla testata dell’alta Valsavarenche a 2534 mt, nella splendida conca pianeggiante del Nivolet, in riva al piccolo lago omonimo, il Rifugio Savoia è per gli amanti della montagna un punto di partenza per un’infinità di itinerari alpinistici a tutti i livelli. Circondato da una flora bellissima e da graziosi laghetti, da alte vette, ghiacciai e crepacci, la struttura è attrezzata di 20 camere da 2/3/4/ posti letto, una sala da pranzo con cucina casalinga e un piccolo bar. Per informazioni: tel. 0165-94141 o 0165-95296 RIFUGIO “ MUZIO” (Località Chiapili di sotto) Il rifugio escursionistico Guido Muzio è situato a 1667 m di altezza ed è una struttura del CAI aperta quasi tutto l’anno e accessibile a soci e non soci. E’ raggiungibile in auto, in navetta o a piedi (35 min dal parcheggio di Villa). Dispone di 9 camerette da 2 posti letto a castello, 1 camera da 6 posti letto, 2 sale da pranzo, un bar e un ampio cortile. La cucina è di genuina tradizione montanara. Qui è possibile trovare materiale informativo sulle attività sportive e ricreative all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso e della Valle Orco. Il rifugio è base di partenza di escursioni alla scoperta della flora alpina, di stambecchi, camosci, marmotte e volpi. Per informazioni: tel. 0124-953141 o 348 6531058; rifugioguidomuzio@libero.it ; www.rifugiomuzio.com RIFUGIO “GUGLIELMO JERVIS” (m.225°) A due ore di cammino da Ceresole Reale (Borgata Villa m. 1583), il Rifugio Jervis sorge sul vasto pianoro del Nel, ricco di acque e dominato dall’imponente e severo versante nord delle Levanne (m.3619). Dal Rifugio, attraverso il vasto pianoro, si può salire al Colle del Nel (m. 2551 – 1 ora) e scendere al Lago del Dres. Per Informazioni: tel: 0124-953138 BAR RISTORANTE “LA GENZIANELLA” (Ceresole Reale) Una piacevole sosta al centro del paese nello chalet di recente costruzione. Possibilità di pasti con cucina tipica ceresolina. Tra le specialità: polenta concia, polenta con selvaggina, formaggi della malga, carni e verdure alla griglia, pane del Gran Paradiso, salam ‘d turge, pulenta ‘d Sirizol’s. Indirizzo: Bg. Montone 18- 10080 Ceresole Reale (TO) Per informazioni: Tel. 0124-953131 BAR RISTORANTE "LA LANTERNA DEL DUCA"- FRAZ. VILLA- CERESOLE REALE Immerso nella natura e nella tranquillità del Parco Nazionale Gran Paradiso, si trova a mt. 100 dal lago artificiale di Ceresole Reale, il Ristornate "La Lanterna del Duca" propone, oltre alla cucina tipica locale (polenta e camoscio, gnocchi al formaggio, toma e noci…) grigliate miste e merende sinoire. Aperto tutto l’anno; è gradita la prenotazione Indirizzo: Bg. VIlla 11- 10080 Ceresole Reale (TO)- www.granparadiso-amici.it/lanternadelduca Per informazioni: Tel. 0124-953212 RISTORANTE “LA BARACCA” (Località Serrù) Il ristorante “la Baracca” si trova all’imbocco del parcheggio del Serrù, dove partono le navette verso il Nivolet. Punto ideale per godere di una vista panoramica sul lago e per assaggiare i piatti tipici dell’antica tradizione di questa valle, dalla polenta concia con farina macinata a pietra, allo zabaione caldo, dal pane di castagne, alla toma condita, al tortino di castagne con crema di formaggio. Pranzando o cenando qui, il biglietto della navetta per risalire al Colle verrà rimborsato. Per informazioni e prenotazioni: 0124-953275; 0124-582426 CAMPING “PICCOLO PARADISO” Situato in un piccolo angolo di Ceresole Reale, il campeggio “Piccolo Paradiso” offre delle piazzole con tanto spazio circondato da un verde lariceto e da un torrente color di perla che scorre a Valle. Verso il paese, si possono praticare innumerevoli sport: pallavolo, tennis, calcetto, freeclimbing, mountain bike, praticare escursioni a cavallo, pescare sul lago o dilettarsi con il wind- surf. Indirizzo: Località Foiere- 10080 Ceresole Reale (TO) Per informazioni e prenotazioni: tel. 0124-953235 |
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COME RAGGIUNGERE IL COLLE DEL NIVOLET |
| In auto DA TORINO Si percorre la A5 in direzione Aosta fino ad Ivrea, qui si imbocca la statale 565 in direzione Castellamonte-Cuorgnè. A Courgnè si seguono le indicazioni per Ceresole Reale e si attraversano i paesini di Pont Canavese, Locana, Noasca. Ceresole Reale è l’ultima località prima del Colle del Nivolet, distante da qui circa 20 minuti di strada. DA MILANO Si percorre la Milano-Torino fino all’allacciamento con la A5 Torino-Aosta in direzione Aosta. L’uscita da prendere è quella di Ivrea, dopodiché si seguono le indicazioni sopra fornite. In treno + Autobus Il versante piemontese del Parco si raggiunge dalle stazioni di Torino e Ivrea con mezzi pubblici:le linee GTT. Tel. 011 5215523-57641, 800217216 - www.gtt.to.it Il versante valdostano del Parco si raggiunge dalla stazione di Aosta con mezzi pubblici: le linee a disposizione sono SAVDA. Tel. 0165- 262027- www.savda.it |
| CONTATTI
UTILI Segreteria turistica del Parco nazionale Gran Paradiso: Via Umberto I, 1- 10080 Noasca (TO) Tel./ Fax: 0124- 901070 info@pngp.it Per Trekking naturalistici e visite con le Guide del Parco: Tel. 011-8606233 |