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Mistici monti, parchi protetti ed ecomusei: cinque itinerari in pellegrinaggio attraverso il Piemonte.
Dalla provincia di Novara al Biellese, dai dintorni di Vercelli alla Val di Susa passando per la Granda, cinque itinerari verdi attraverso un Piemonte en plain air: una primavera e un’estate di parchi, ecomusei e sacri monti.

 

Le terre sabaude, che d’inverno attirano turisti da tutto il mondo nella loro rete infinita di piste per lo sci, con la bella stagione fioriscono in una serie interminabile di percorsi per il trekking attraverso le montagne estive, tra cime alpine oltre i 4000 metri, splendidi itinerari fluviali, sentieri immersi in un ambiente unico e un sistema di parchi e riserve per una superficie pari a 160.000 ettari. Per i prossimi mesi la Regione propone cinque soluzioni di viaggio outdoor, cinque cammini alla scoperta di una natura che si fa anche paesaggio culturale, capace di raccontare la storia e la fede della gente piemontese.

1° Itinerario in Provincia di Novara. Dove il Piemonte incontra la Lombardia il panorama è dominato dall’acqua: la zona comprende, infatti, l’area protetta Valle del Ticino, all’interno della quale il ‘fiume azzurro’ forma ghiareti e isoloni, fontanili e risorgive, il Parco Naturale Lagoni di Mercurago con la sua ricchissima flora palustre e la Riserva Canneti di Dormoletto, unico esempio della tipica vegetazione lacustre sulla sponda occidentale del Lago Maggiore. Dai territori più selvaggi si passa ai Giardini di Villa Taranto, certo non un frutto spontaneo ma il risultato di un sapiente intervento iniziato dal Capitano McEacharn nel 1931, per raggiungere il Museo del Paesaggio che ospita la pittura lombardo-piemontese dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, le sculture di Giulio Branca, Paolo Troubetzkoy, Arturo Martini e un’intera sala riservata a Mario Tozzi. Il clou del tour è il Sacro Monte di Orta, complesso religioso di 21 cappelle edificate tra il XVI e il XVIII secolo, con affreschi e figure in terra cotta che narrano gli episodi salienti della vita di San Francesco. Anche la vegetazione qui sembra invitare alla meditazione, le piante vennero, infatti, disposte in modo tale da guidare il pellegrino lungo il tragitto e consentirgli pause di riflessione e di riposo in zone d’ombra. Per concludere, si consiglia una tappa all’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, nato nel 1997 con l’intento di mettere in rete le risorse culturali del comprensorio territoriale, dall’Esposizione permanente del Legno di Pettenasco a quella dell’ombrello e del parasole di Gignese, dal Museo degli strumenti musicali di Quarta Sotto alla Galleria di Arte Sacra di forno di Valstrona alla fondazione Calderaia per l’arte contemporanea di Vacciago di Ameno.

2° Itinerario in Provincia di Biella. Direttamente dall’era glaciale, la Riserva La Bessa è parte della grande morena proveniente dalla Valle d’Aosta e occupa un altopiano ondulato caratterizzato da ammassi ciottolosi. Qui, nell’alveo dei torrenti Elvo e Olobbia si estraeva l’oro, un’operazione di colossali proporzioni avvenuta in epoca romana e preromana ancora praticata a livello amatoriale secondo la tradizione. Il distretto ospita anche Le Baragge, ambiente boscoso con esemplari più o meni radi di querce, betulle, pini silvestri (suddiviso in sei nuclei distinti tutelati dall’intensa opera di bonifica che ha favorito la risicoltura) e il Parco Burcina, un giardino all’inglese a ridosso delle Prealpi Biellesi celebre per una splendida collezione di rododendri presso una conca di circa due ettari in fioritura da maggio a giugno. Alla biodiversità si associa un patrimonio artistico altrettanto ricco che raggiunge la maggiore espressione nel Sacro Monte di Oropa, un vasto e scenografico gruppo di edifici costruiti intorno al Santuario, completato da diciannove cappelle in onore della Vergine e in ricordo di episodi devozionali legati a Oropa. Il tesoro da scoprire è la Madonna Nera, scultura lignea ricoperta d’oro e di gemme risalente al XIII secolo.

3° Itinerario nella Provincia di Vercelli. La Valsesia, la valle più verde d’Italia che si estende ai piedi del Monte Rosa, garantisce emozioni uniche agli amanti dell’arte e della cultura: Alagna con le sue tradizioni Walser e Varallo, cuore storico della zona sono le località più caratteristiche. In particolare il Sacro Monte, nacque intorno al 400 dall’idea di un frate minore che, di ritorno da un viaggio in Palestina volle riprodurre in Piemonte una sorta di ‘Terra Santa in miniatura’ per evocare i fatti della vita, della passione e della morte di Cristo, da questo progetto rimangono oggi le 44 cappelle dette della ‘Nuova Gerusalemme’ culminanti nella Basilica dell’Assunta. Il percorso pellegrinaggio di chiesa in chiesa non è l’unica strada per scoprire la zona, gli appassionati di natura troveranno interessanti paesaggi sia nel Parco del Monte Fenera, abitato già in epoca preistorica dall'uomo di Neanderthal, sia nel Parco Alta Valsesia, il più alto d’Europa, dove è possibile ammirare le "caldaie del Sesia", formazioni scavate profondamente dal ghiacciaio nel corso dei millenni. I visitatori con un cuore da antropologi nell’Ecomuseo della Valsesia scopriranno tutto sulla cultura Walser, popolazione che alla metà del XIII secolo lasciò la Svizzera per insediarsi qui, portando con sé una lingua, saperi e costumi diversi da quelli autoctoni.

4° Itinerario nella Provincia di Torino. Dalla Val di Susa alla Val Chisone l’orizzonte del Torinese imbarazza per la scelta di attrazioni: qui si trovano la Riserva Orrido di Chianocco, la profonda incisione nel banco calcareo all’altezza del torrente Prebéc, la Riserva Naturale Orrido di Foresto, con le sue tracce archeologiche di insediamenti risalenti al III secolo a.C., e, sempre qui, si possono avvistare falchi pecchiaioli, poiane, sparvieri, aquile reali, pernici bianche, volpi, lupi, ermellini, camosci e stambecchi, abitanti del Parco regionale Orsiera Rocciavrè. Una fauna altrettanto varia è annoverata dal Gran Bosco di Salbertrand, area costituita da un’ampia conca divisa dal Rio delle Gorge e percorsa dalla fitta rete idrografica. Boschi di larice e di pino uncinato, stelle alpine, ranuncolo dei Pirenei sono solo alcune rarità del Parco Naturale Val Troncea, la testata del bacino imbrifero del torrente Chisone formatasi per effetto dell’azione dei ghiacciai e di fenomeni erosivi ancora in atto. Ai tesori sotto il sole corrispondono altrettanti tesori sottoterra: per conservare e valorizzare il patrimonio culturale legato alla miniera, infatti, l’Ecomuseo di Prali crea un percorso dalle cave Beth in Val Troncea a quelle di talco di Envie, Sapatlè, Malzas, Maniglia in Val Germanasca. La principale attrazione è la visita alla miniera di talco della Paola, dove, accompagnati da una guida e forniti di casco, lampadina e mantella, si scende nel sottosuolo a bordo di un trenino, alla scoperta dei luoghi della vita lavorativa sotterranea (il pozzo, il lago, la riservetta degli esplosivi, la zona mensa). Raggiunti i cantieri di coltivazione, si percorre a piedi un anello di 500 metri, lungo il quale sono illustrate le diverse tecniche di estrazione.

5° Itinerario della Provincia di Cuneo. Per l’Italia è il Cuneese, ma in dialetto è semplicemente ‘La Provincia Granda’: regione ricca e vasta, Piemonte sulle vie del sale, montagne che guardano al mare, sede del Parco delle Alpi Marittime, il più vasto della regione. Sulle strade dell’ecoturismo si procede per la Riserva Ciciu del Villar (ciciu è il nome utilizzato localmente per indicare le colonne di erosione di Villar San Costanzo), area selvaggia con una vegetazione composta da querce, castagni, betulle, aceri e da alcune conifere, frutto di rimboschimenti artificiali. All’insegna dell’archeologia è la tappa alla Riserva naturale di Benevagienna, a tutela dell’insediamento urbano di epoca romana, affiancato dai resti dell'acquedotto, del teatro e dell'anfiteatro, dai tracciati stradali e dalla necropoli. Per avere una completa panoramica sia paesaggistica sia culturale sul territorio è fondamentale passeggiare lungo i percorsi occitani dell’Ecomuseo dell’Alta Valle Maira, quelli agricoli dell’Ecomuseo della Segale o della Pastorizia.

Per maggiori informazioni su Ecomusei: www.regione.piemonte.it/parchi/index.htm
Per maggiori informazioni su Parchi e Sacri Monti: www.piemonte-emozioni.it

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