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Il
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: una riserva naturale da
primato
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, istituito nel dicembre
1991, è il secondo parco italiano per estensione e rappresenta senza
dubbio uno dei più importanti complessi biogeografici dell'Italia
meridionale. Il parco si estende in Campania nella parte meridionale della
provincia di Salerno, compresa tra la piana del Sele a Nord, la Basilicata
a est e a sud e il mar Tirreno ad ovest. I suoi 181.048 ettari
comprendono 80 comuni e 8 comunità montane. Primo parco nazionale del
Mediterraneo ad essere inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità
dell’UNESCO, ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali.
La peculiare posizione geografica e la diversità paesaggistica dalla
coste tirrene fino ai massicci montuosi conferiscono al parco una notevole
varietà di ambienti, nonché di flora e fauna. Alle straordinarie
caratteristiche naturalistiche si affiancano, inoltre, il carattere mitico
e misterioso di una terra ricca di storia e cultura: dal richiamo
della sirena Leucosìa alle spiaggie dove Palinuro lasciò Enea, dai resti
delle colonie greche di Elea e Paestum alla splendida Certosa di Padula.
Dal mare ai monti: un
ambiente unico
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano preserva nei suoi 181.048
ettari di territorio protetto, un patrimonio di inestimabile valore frutto
dell’armonica integrazione tra ambienti naturali e opera dell’uomo. Il
succedersi di queste millenarie interazioni tra natura e cultura
ha trasformato il territorio cilentano in un complesso sistema
biogeografico dove città greche e antichi centri storici, antiche abbazie,
castelli e casali sono incastonati in ambienti ancora incontaminati,
ricchi di piante ed animali rari, maestosi uliveti terrazzati, grotte,
spelonche e boschi maestosi. Il tutto in un delicato equilibrio dinamico,
unico e fragile.
Nel 1991
l’istituzione di un’area protetta a tutela di questo eccezionale
patrimonio e il lavoro svolto dall’Ente Parco hanno portato a prestigiosi
titoli internazionali. All’inserimento nella lista UNESCO quale
primo parco del Mediterraneo riconosciuto "paesaggio culturale" di
rilevanza mondiale sono seguiti l’inserimento nella rete delle Riserve di
Biosfera del programma MAB (Man and Biosfere) dell’UNESCO, il "Green
Globe" per il turismo, il diploma europeo sulla Biodiversità, la
certificazione ISO 14001.
Esteso ai
territori di 80 comuni e 8 Comunità Montane per un totale di 230.000
abitanti, più di ogni altro Parco italiano è caratterizzato dall’estrema
ampiezza ed eterogeneità del territorio. Tra i rilievi naturali
del Parco svetta il Monte Cervati che con i suoi 1.898 m è il più alto
della Campania. Per questo "primato" geografico e per i suoi aspetti
naturalistici, paesaggistici e forestali, il Cervati, insieme con la zona
del Monte Sacro o Gelbison, degli Alburni, del Monte Stella e del
Bulgheria, rappresenta un sistema morfologico davvero unico. In
particolare i Monti degli Alburni, così chiamati per loro natura calcarea,
sono caratterizzati da numerose grotte, come quelle di Castelcivita,
abitate fin dal Neolitico o quelle di Pertosa, che si snodano in un
percorso sotterraneo di circa 2000 metri e che, nei pressi di Polla, hanno
conservato i resti di stambecchi, di cinghiali e di un bovide oggi
estinto: l’Uro (Bos primigenius). Il panorama che si gode dalla
sommità del massiccio, a 1.742 metri di altitudine, è eccezionale: gli
Alburni rappresentano un balcone naturale dal quale è possibile osservare
l’intera piana del Sele, del Tanagro, del Calore, i contrafforti interni
del Cilento e il mare in lontananza. La fascia costiera ha un
aspetto tipicamente mediterraneo, con un succedersi di insenature, piccole
spiagge sabbiose, ripide pareti e promontori dominati da numerose torri di
guardia anticamente poste a difesa dei nuclei urbani interni.
Dalla Primula di Palinuro al gatto selvatico: diversità di flora e fauna
Nel Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di Diano la diversità floristica e
faunistica è favorita dalle condizioni climatiche, orografiche e dei suoli
assai diversificati.
Il
popolamento floristico del Parco è costituito da circa 1.800 specie
diverse di piante autoctone spontanee. Tra esse circa il 10% riveste una
notevole importanza essendo endemico e/o raro. La più nota di queste
specie, e forse anche la più importante, è la Primula di Palinuro
(Primula palinuri), scelta non a caso come simbolo del Parco, che
fiorisce sulle alte rocce a picco sul mare. Sulle spiagge e sui cordoni
dunali sono presenti comunità vegetali psammofile assai caratteristiche,
tra cui il sempre più raro Giglio marino (Pancratium maritimum). La
fascia costiera è il regno della multiforme e policroma macchia
mediterranea. Dove le condizioni climatiche e dei suoli lo consentono, la
macchia si veste di folti arbusti di leccio (Quercus ilex).
Nell'area costiera il tessuto delle foreste sempreverdi e della macchia
mediterranea è permeato dagli uliveti. Alle quote superiori e nelle zone
interne le alte querce caratterizzano la vegetazione insieme ad aceri,
tigli, olmi, frassini e castagni. Più in alto maestosi faggeti coprono e
proteggono i monti. Qui è facile incontrare il raro Acero del Lobel (Acer
lobelii). Infine, nel regno denso di silenzio delle alte rupi e delle
vette dei Monti Alburni, del Cervati, del Motola, del Bulgheria vivono
specie endemiche molto rare di notevole valore botanico: il Crespino
dell'Etna (Berberis aetnensis), le Centauree di montagna e infine,
la Minuartia moraldoi, solo di recente scoperta sul Monte Gelbison.
Di notevole importanza fitogeografia sono i piccoli boschi di Betulla (Betula
Pendula), di Abete bianco (Abies alba), del Bosso (Buxus
sempervirens) e del Platanus orientalis, autoctono dei dintorni
di Velia.
La
varietà di ambienti presenti sul territorio giustifica anche la
particolare diversità faunistica presente nel Parco. Aree costiere
e montane, fiumi impetuosi e ruscelli, rupi e foreste, determinano
altrettante comunità faunistiche dove spesso emerge la presenza di specie
di alto valore naturalistico. Sulle vette, sulle praterie di altitudine e
sulle rupi montane sono frequenti l'Aquila reale (Aquila chrysaetos)
e le sue prede d'elezione: la Coturnice (Alectoris graeca) e la
Lepre italica (Lepus corsicanus). La presenza di queste due ultime
specie è molto importante, in quanto rappresentano popolazioni tipicamente
appenniniche, oramai estinte in buona parte del territorio. I prati, regno
di numerose specie di farfalle, vivono la Lucertola muraiola (Podarcis
muralis) e la Luscengola (Chalcides chalcides) strano rettile
somigliante ad un piccolo serpente riconoscibile dalle piccole zampette
appena abbozzate. Piccoli roditori, come l'Arvicola rossastra (Clethrionomys
glareolus) o il Topo dal collo giallo (Apodemus flavicolis)
sono tra le prede preferite del Gatto selvatico (Felis silvestris),
la cui presenza rappresenta un altro tesoro del Parco. Sulla corteccia
degli alberi vive, inoltre, un raro insetto: il coleottero cerambicide
Rosalia alpina, specie la cui importanza è riconosciuta dall'Unione
europea.
Molto
ricca è anche la fauna dei corsi d'acqua, dove senza dubbio domina la
popolazione di Lontre (Lutra lutra), la più ricca d'Italia. Nelle
aree prossime alle sorgenti vivono la rara Salamandra dagli occhiali (Salamandrina
terdigitata), endemismo italiano di grande interesse naturalistico, e
la più comune Salamandra (Salamandra salamandra). Tra le gole
rocciose volteggia il raro Biancone (Circaetus gallicus), rapace di
grandi dimensioni che si nutre prevalentemente di rettili.
Dal "Flysch del Cilento" alle rocce calcaree: diversità geologica
Dolci colline ricoperte di ulivi, rocce calcaree incise da vivaci
torrenti, solchi dall’aspetto lunare e paesi aggrappati alle rocce: è la
duplice natura delle rocce presenti nel Parco a determinare questo
affresco di forme e colori. Al "Flysch del Cilento", diffuso in
corrispondenza del bacino idrogeografico del fiume Alento e dei principali
monti del Cilento occidentale come il Monte della Stella e il Centaurino,
si alternano le rocce calcaree, che costituiscono i complessi
montuosi interni (Alburno - Cervati) e meridionali (Monte Bulgheria, Monte
Cocuzzo). Il Flysch si caratterizza per la fitta stratificazione delle
rocce che talora assumono forme e colori particolari. I paesaggi che ne
derivano si riconoscono per la dolcezza dei tratti e per l’accentuata
presenza arborea della macchia mediterranea. Inoltrandoci verso l'interno,
si entra nel regno delle rocce calcaree sui massicci carbonatici degli
Alburni e del Cervati. La natura carsica determina l’aspetto geologico di
queste zone caratterizzate da intensi fenomeni di erosione e formazione di
stalattiti e stalagmiti. I fenomeni carsici che ne derivano possono essere
sia superficiali (epigee), come i solchi dei campi carreggiati (carren) o
le doline, che profonde (ipogee) quali inghiottitoi, grandi fossati
scavate da torrenti perennemente in piena, gallerie, cavità e grotte,
molte delle quali ancora inesplorate. Tagli profondi, che incidono il
"morbido" calcare bianco, sono quelli prodotti dal torrente Sammaro, dal
fiume Calore e dal Bussentino. Le loro acque impetuose sono spesso
artefici di cascate e rapide di raro spettacolo naturale.
Tra
storia e cultura: è patrimonio UNESCO
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il primo parco inserito
nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nella categoria dei "paesaggi
culturali", come esempio eccezionale del rapporto tra uomo e ambiente
naturale nel Mediterraneo. Sin dal paleolitico, infatti, l’uomo ha abitato
questo territorio trovando un rifugio ideale nelle numerose grotte di
origine calcarea, che ancora custodiscono le tracce delle prime
frequentazioni preistoriche. Le testimonianze storiche e culturali delle
popolazioni che hanno abitato il territorio sono tuttora presenti
sull’intera area del Parco.
Le
grotte di maggiore interesse paleontologico e naturalistico sono
quelle presenti nel tratto della Costa degli Infreschi, a sud di Capo
Palinuro e quelle della zona dei Monti Alburni, con la grotta di
Castelcivita e la Grotta dell’Angelo a Pertosa. A S. Angelo a Fasanella si
incontra un ipogeo frequentato ininterrottamente dalla preistoria
ai giorni nostri. La preziosa cappella dedicata a S. Michele è una delle
molte chiese rupestri del parco. A poca distanza dal paese si trova un
importantissimo santuario ove l’Antece, un monolito scolpito con
una figura umana risalente con molta probabilità all’epoca del bronzo,
domina l’area con un altare e un recinto sacri. Siti archeologici di
eccezionale interesse sono la colonia greca di Posidonia-Paestum,
sul confine settentrionale del parco e la colonia focese di
Elea-Velia, all’interno del parco.
Lungo la
costa si sviluppa il complesso sistema delle torri di avvistamento e di
difesa normanno-aragonese, collegato alle aree interne da rocche e
castelli. Numerosi gli insediamenti medievali di crinale e
costieri, che custodiscono un patrimonio artistico di immenso valore
caratterizzato da una numerose cappelle basiliane, palazzi nobiliari e
molte altre testimonianze.
Tra i
centri di maggiore interesse si ricordano Teggiano, di fondazione
romana, nel Vallo di Diano e Castellabate, fondata dai benedettini
su una collina che si affaccia sulla baia di Punta Licosa, ove, secondo la
leggenda abitava, la sirena Leucosìa.
Abituali
mete turistiche sono i borghi abbandonati di S. Severino di Centola
e Roscigno Vecchia: quest’ultima, spopolata agli inizi del ‘900 per la
minaccia di una frana mai verificatasi, conserva intatta la suggestiva
struttura del paese contadino. La Certosa di Padula, ai confini
orientali del Parco, è considerata uno dei gioielli dell’architettura
monastica dell’IX secolo. Poco lontano dalla Certosa è di particolare
suggestione il Battistero di S. Giovanni in Fonte.
I Comuni Bandiera Blu del Parco
Ascea
Una Marina di sei chilometri di costa, la maggior parte di rena bianca a
grana fine insignita della Bandiera Blu da parte della FEE e dalle Tre
Vele di Legambiente, attrae ogni anno migliaia di visitatori smaniosi di
abbandonarsi in questa terra baciata costantemente dal sole.
Il comune
di Ascea è dolcemente adagiato su un lieve pendio, da cui è possibile
ammirare lo splendido Golfo di Palinuro. Oltre due chilometri di lungomare
e l’affascinante Scogliera rendono la zona amata dal turismo italiano e
straniero. Questa terra carica di storia racchiude l’antica città greca di
Velia Elea, patria della scuola filosofica di Parmenide e Zenone, dove
molti credono sia nato il pensiero filosofico occidentale. La storia la
vede al fianco di Roma per sconfiggere Sanniti e Lucani; nella Seconda
guerra punica osteggerà apertamente Annibale e le sue truppe. Divenuta
famosa come sede termale (Orazio ne è ospite fisso per curarsi dalla
gotta, Virgilio per affezioni agli occhi), Velia vide Bruto incamminarsi
verso Filippi e il suo destino, e le suole di Catone l’Uticense, che tra
le sue mura soleva pensare. Virgilio la citò poi nel l’Eneide, come
passaggio strategico per le navi. Da non perdere quindi le costruzioni
tipiche greche e romane, le terme, il castello medievale con la basilica
Palatina ma soprattutto la Porta Rosa, unico arco a tutto sesto di
fattura
greca ritrovato nel mondo. Immancabile la processione della statua
centenaria di Sant’Antonio, il primo martedi’ di agosto.
Camerota
La fondazione di Camerota risale al periodo storico tra il VIII e VII
secolo a.c., e l’origine greca del nome fa presumere che i Greci quando
colonizzarono il meridione d’Italia fondarono questa cittadella, che andò
poi "arroccandosi" attorno al castello fortificato negli anni 535-553,
durante la sanguinosa guerra gotico-bizantina che costrinse numerosi
profughi a invadere la zona. L’antica porta di Suso, l’unica attualmente
ancora visibile, proteggeva la città insieme alle altre due, la porta di
Santa Maria e porta di San Nicola, aperte ad orari stabiliti con tre
chiavi d’argento. Perdendosi tra le numerose pagine che la storia ha qui
concentrato, c’è anche il tempo di ammirare la Perla del Cilento,
come viene
comunemente definita la Marina di Camerota, nata alla fine del 600 come
piccolo borgo per pescatori e divenuto in breve tempo la rinomata località
di villeggiatura che tutti conoscono, sede tra l’altro di molte case
aristocratiche e "buen retiro" del Marchese Orsini. Perdendosi tra le sue
strade, non si possono notare i bei palazzi nobiliari e l’antica chiesa di
Sant’Alfonso.Il territorio di Camerota è un crogiuolo d’arte e cultura, il
terreno d’incontro tra storia e religione: il Castello Marchesale, la
chiesa di San Gennaro, arricchita da una serie di vivaci stucchi barocchi
e la chiesa di San Nicola di Bari, d’origine quattrocentesca, sono al pari
del Convento dei Cappuccini monumenti di grande pregio architettonico. Da
visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Lentiscosa e il Castello
di Montelmo, aggrappato allo sperone roccioso di Licusati. Il mare, capace
di attrarre con i suoi colori, alterna con esperienza acque limpide e
cristalline a fondali profondi d’un blu carico, come una tela di un
pittore punteggiata qua e là di spiagge dorate e rocce a picco sul mare.
Castellabate
Il bel borgo che incanta i visitatori è dunque merito di un uomo che ha
voluto edificare qui il castello, attorno al quale strade e costruzioni
ricche di storia hanno ornato uno dei borghi medievali più belli d’Italia.
Nel golfo sospeso tra Punta Licosa e Punta Tresino, le lunghe spiagge
dorate alternate alle aspre rocce attirano l’attenzione dei molti turisti
che annualmente la eleggono meta delle proprie rilassanti vacanze. La Baia
di Ogliastro Marina e l’isola di Licosa, poi, impreziosite dalla bella
macchia mediterranea, avvolgono il comune
di Castellabate
con un caldo abbraccio. Il mare qui fa da padrone, pluripremiato dalla
bandiera Blu d’Europa e venerato come una divinità. Nel bel borgo marinaro
di Santa Maria di Castellabate, Villa Matarazzo ospita il suggestivo Museo
del mare, dove è possibile visionare importanti reperti archeologici come
le anfore trasportate attorno al I° secolo a.C. da una nave poi affondata,
riportate alla luce nel 1990 dai subacquei del CESUB. ll centro storico
offre invece spunti di carattere architettonico, come ad esempio il bel
Castello Medievale ristrutturato, la Basilica Romana, il Museo d’arte
sacra, i numerosi palazzi nobiliari che ne testimoniano l’importanza
economica al tempo delle grandi baronie del Cilento. Tutto da ammirare
anche il porto greco-romano in San Marco di Castellabate, ammodernato e
restaurato ma comunque carico di mistero. Anche la leggenda trova spazio
sotto il cielo del comune di Castellabate: qui si trova secondo la
credenza popolare la terra che vide nascere il mito di Leucosia, la sirena
dal corpo di donna e con la coda di pesce, capace di ammaliare chiunque
con il suo grande potere di seduzione. Attenzione dunque al suo canto...
Centola-Palinuro
Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, la visitò nel 1814
per controllarne i fortini di difesa e assicurarsi che fossero pronti a
combattere gli attacchi nemici. Anche chi con intenzioni meno impellenti
volesse visitare oggi Palinuro potrebbe inoltrarsi nel medesimo
itinerario, rimanendo incantato dalla vegetazione che ricopre la piccola
località, dall’acqua cristallina della spiaggia del Porto e dalla classica
chiesetta di Sant’Antonio che, adagiata sulla stessa spiaggia, ricorda ai
viandanti il voto fatto dai pescatori al Santo.Tra il 11550 e il 1600
furono costruite le quattro torri costiere e i due fortini difensivi
visitabili via mare. Sempre dalle acque è possibile visitare le belle
grotte che caratterizzano la zona, la bella Grotta Azzurra, così chiamata
per l’accesa tonalità dovuta ad un sifone di venti metri che consente
l’irraggiamento della luce solare all’interno della cavità; la Grotta
d’Argento e la grotta dei Monaci, così chiamata per via delle numerose
stalagmiti marroni, che ricordano appunto dei monaci assorti nella
preghiera. Per chi ha voglia di brivido ecco pronta la Grotta delle Ossa,
contenente i resti di animali vissuti in ere preistoriche. Da evitare
invece la Grotta Sulfurea Calafetente, che già nel nome avvisa i
coraggiosi dei gas tossici presenti in alcune delle sue caverne. L’arco
naturale alla foce del fiume Mingardo, nella bella insenatura a cavallo
tra due spiagge, è imperdibile per gli amanti della natura. Ma anche le
passeggiate al Faro su Capo Palinuro offrono un paesaggio mozzafiato, come
del resto la celebre passeggiata nella "Gola del Diavolo", un percorso a
strapiombo sulla riva destra del fiume Mingardo. Da non perdere il borgo
medioevale di San Severino, unico villaggio conservato quasi intatto da
quando fu abbandonato a causa di continui smottamenti.
Comunita’
Montana Alento-Montestella
La Comunità Montana Alento Montestella comprende la zona del Cilento
confinante a nord con gli Albumi e a sud con la Comunità Montana del
Gelbison Cervati. La Comunità prende il nome dal Monte Stella (m. 1131) e
dal fiume Alento. La peculiarità di questo territorio è sicuramente quella
di fondere aspetti geologici e paesaggi apparentemente contrastanti in una
felice unione tra montagne che degradano dolcemente in colline di olivi e
il mare cristallino, protagonista di mille leggende del luogo, che bagna
la costa a tratti sabbiosa e a tratti rocciosa. L'aspetto territoriale,
già di per sé interessante da un punto di vista naturalistico (tant'è che
il Parco del Cilento è stato dichiarato patrimonio mondiale dell'UNESCO) è
fondamentale anche per la sua economia. Difatti una delle risorse
economiche di questa zona è l'agricoltura, prevalentemente incentrata
sulla coltivazione dell'olivo e della sua lavorazione. Le colline boscose,
oltre a fornire legno per un buon artigianale locale, sono di utilizzo a
una discreta pastorizia. Anche il mare occupa naturalmente un posto di
primo piano nell'attività del luogo. La pesca è ancora oggi una primaria
fonte di reddito per numerosi borghi che sorgono lungo la costa. Negli
ultimi anni, grazie agli investimenti che per fortuna hanno finora
salvaguardato i bei paesaggi, anche il turismo è stato incrementato,
soprattutto per quel che riguarda il settore agrituristico che trova
naturalmente località ideali dove accogliere i turisti amanti della
natura. Alle radici di tante bellezze e delle potenzialità di questo
territorio vi è comunque un vissuto storico molto intenso, fatto di
guerre, battaglie intestine, regni succeduti a altri regni e testimonianze
religiose molto importanti che hanno arricchito la popolazione non solo di
una fiera tradizione ma anche di un bagaglio antropologico culturale da
salvaguardare e custodire gelosamente. La Comunità Alento Montestella è
quasi completamente inserita nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di
Diano.I comuni di Alento-Montestella:AGROPOLI, CASALVELINO,
CASTELLABATE, CICERALE, LAUREANA CILENTO, LUSTRA, MONTECORICE, OMIGNANO,
PERDIFUMO, POLLICA, SAN MAURO CILENTO, SERRAMEZZANA, SESSA CILENTO, STELLA
CILENTO
Comunita’
Montana Lambro e Mongardo
La Comunità
Montana del Lambro e Mingardo, compresa nel Parco Nazionale del Cilento e
Vallo di Diano, è di recente costituzione. Il territorio è essenzialmente
collinare, anche se non mancano vette come il monte Bulgheria. Sulle
colline sono presenti soprattutto gli olivi e i boschi ricchi di macchia
mediterranea. Questa comunità montana, oltre alle sue incredibili
ricchezze paesaggistiche, è anche culla di memorie storiche. In questa
zona, infatti, leggenda e storia si fondono in una sorta di magica
alchimia. Basti pensare a centri abitati come Palinuro, ai siti
archeologici di Roccagloriosa, a Elea-Velia ove fiorì la scuola Eleatica
di filosofia capeggiata da Parmenide e dove il grande poeta latino Orazio
amava soggiornare. Nel comune di Ascea è presente la famosa Porta Rosa,
unico esempio di arco greco in tutta la Magna Grecia. Visitare questa
comunità è davvero un'esperienza stimolante, poiché la magia e la bellezza
di questi luoghi condurranno il visitatore in una dimensione dove arte,
cultura, natura e storia sono ravvisabili in ogni angolo. I comuni di
Lambro e Mingardo:ASCEA, CAMEROTA, CELLE DI BULGHERIA, CENTOLA,
CUCCARO VETERE, FUTANI, LAURITO, MONTANO ANTILIA, PISCIOTTA, ROCCAGLORIOSA,
ROFRANO, SAN GIOVANNI A PIRO, SAN MAURO LA BRUCA.
Vivere il Parco
ESCURSIONI A CAVALLO
Strutture Affiliate FISE
CENTRO IPPICO MAC RANCH
Località Vallitelli
Pattano (Vallo della Lucania)
Tel. 0974 78965 – Fax 0974 2440
CENTRO
TURISMO EQUESTRE BATTAGLIESE ONLUS
Contrada Limazzo
Marina di Ascea (Ascea)
Tel. 0974 971727 – Fax 0974 971181
ASSOCIAZIONE LANCELLOTTI RANCH
Via Piano delle Pere
Agropoli
Tel. 347 7071678 - 0974 821275
Strutture Affiliate FITETREC ANTE
CENTRO EQUESTRE EL PUEBLO
Contrada Stagli c/o Azienda Agricola Salati
Paestum (Capaccio)
CIRCOLO IPPICO LA STAFFA
Località Mingardo
Palinuro (Centola)
Tel. 0974 931921 – Fax 0974 931008
CIRCOLO IPPICO LEUCOSIA
Località Giungatelle
Giungano
CENTRO TURISMO EQUESTRE TRONE
Via Provinciale
Gorga (Stio)
Tel. 0974 990213
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO IPPICO CIVILE ALTO CALORE
Via Foresta
Castel San Lorenzo
Tel. 0828 1895105 – 338 2320390
ESCURSIONI IN BICI
CICLIDEA
Località Cerro
Paestum (Capaccio)
Tel. 0828 723564ciclidea@tiscalinet.it
CENTRI DI
EDUCAZIONE AMBIENTALE (CEA), CENTRI VISITA, BIBLIOTECA DEL PARCO
CEA LUSTRA CILENTO
Corso Garibaldi, Rocca Cilento (Lustra)
Tel. 335 5980832
CEA STIO
Via Mons. Stromillo, Gorga (Stio)
Te. 338 2593262
CENTRO VISITA DI CASTEL RUGGERO
Località Perato, Castel Ruggero (Torre Orsaia)
Tel. 0974 985336
CENTRO STUDI E RICERCHE BIBLIOTECA DEL PARCO
Via della Posta c/o Palazzo Vargas, Vatolla (Perdifumo)
Tel. 0974 845494
SITI E MUSEI
ARCHEOLOGICI
MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
Via Magna Grecia, Paestum (Capaccio)
Tel. 0828 811023
PARCO ARCHEOLOGICO DI ELEA – VELIA
Contrada Piano di Velia, Marina di Ascea (Ascea)
Tel. 0974 972136 – Fax 0974 972396
LA CIVILTA’ DEL
MARE
MUSEO DEL MARE
Museo Vivente di Organismi Tipici
dell’Ambiente Marino Mediterraneo
Via Caracciolo, Pioppi (Pollica)
Tel. 0974 905059
PERCORSI DELLA
MEMORIA E DEL PENSIERO ANTICO
MUSEO ARCHIVIO STORICO ELEÙSA
Museo della memoria
Via Provinciale, San Mauro Cilento
TEL. 0974 903312
FAUNA, PAESAGGIO E
NATURA
MUSEO NATURALISTICO DEGLI ALBURNI
Via Forese 16, Corleto Monforte
Tel. 0828 964296
OASI FAUNISTICA PIESCO
Località Piesco, Piaggine
Tel. 0974 942014
MUSEO PALEONTOLOGICO
c/o Municipio San Giovanni a Piro
Tel. 0974 983710
MUSEO DELLE ERBE E VIRIDARIUM
Largo SS. Pietà, Teggiano
Tel. 0975 79600
MUSEO VIVENTE DI VALLIVONA
Località Vallivona, Sanza
Tel. 0975 322371
MUSEO VIVENTE DELLA VALLE DELLE ORCHIDEE E DELLE ANTICHE COLTIVAZIONI
Località Vota di Gravola, Sassano
Tel. 0975 72288
LA CIVILTA’
CONTADINA
MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA DI ROSCIGNO
Roscigno Vecchia (Roscigno)
Tel. 0828 963377
MUSEO DEGLI USI E TRADIZIONI DEL VALLO DI DIANO
Piazza Municipio, Teggiano
Tel. 0975 79600
MUSEO DELLA CASA CONTADINA
c/o Municipio di Casal Velino
Tel. 0974 904421
MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA DI MOIO DELLA CIVITELLA
Via Municipio, Moio della Civitella (Pellare)
Tel. 0974 66036
MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA DI VATOLLA
Via della Posta, Vatolla (Perdifumo)
Tel. 0974 845494
MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA DI ORTODONICO
Piazza Torre, Ortodonico (Montecorice)
Tel. 0974 824159
MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA DI ORRIA
Corso Umberto I, Orria
Tel. 0974 993003
MUSEO ETNOGRAFICO
c/o Municipio di Morigerati
Tel. 0974 982016
MUSEO DIDATTICO DELLA PERCEZIONE AMBIENTALE E COMUNICAZIONE VISIVA
Rione Croce, Celle di Bulgheria
Tel. 0974 687286 – 347 6501515
PERCORSI DI FEDE E
RELIGIOSITA’
MUSEO DIOCESANO DI VALLO DELLA LUCANIA
Via F.Cammarota, Vallo della Lucania
Tel. 0974 4281
MUSEO DIOCESANO DI TEGGIANO
Piazza San Pietro, Teggiano
Tel. 0975 79053 |
I numeri del Parco
Istituzione L. N. 394 del 06.12.1991- DPR del 05.06.1995
Estensione: 181.048 Ha
Regione: Campania
Provincia: Salerno
8 Comunità Montane
Alburni, Alento - Monte Stella, Bussento, Calore Salernitano, Gelbison e
Cervati, Lambro e Mingardo, Vallo di Diano, Tanagro
80 Comuni
*Agropoli, *Aquara, Ascea, *Auletta, Bellosguardo, *Buonabitacolo,
Camerota, Campora, Cannalonga, *Capaccio, *Casal Velino, *Casalbuono, *Casaletto
Spartano, *Caselle in Pittari, *Castel San Lorenzo, *Castelcivita,
Castellabate, *Castelnuovo Cilento, Celle di Bulgheria, Centola, *Ceraso,
*Cicerale, *Controne, Corleto Monforte, *Cuccaro Vetere, Felitto, *Futani,
*Gioi, *Giungano, *Laureana Cilento, Laurino, *Laurito, *Lustra, Magliano
Vetere, *Moio della Civitella, *Montano Antilia, *Monte San Giacomo,
Montecorice, Monteforte Cilento, *Montesano sulla Marcellana, *Morigerati,
Novi Velia, *Omignano, Orria, Ottati, Perdifumo, *Perito, *Petina,
Piaggine, Pisciotta, *Polla, Pollica, *Postiglione, *Roccadaspide, *Roccagloriosa,
*Rofrano, Roscigno, Sacco, *Salento, *San Giovanni a Piro, San Mauro
Cilento, San Mauro la Bruca, *San Pietro al Tanagro, *San Rufo, Sant'Angelo
a Fasanella, *Sant'Arsenio *Santa Marina, *Sanza, *Sassano, Serra Mezzana,
*Sessa Cilento, *Sicignano degli Alburni, *Stella Cilento, Stio, *Teggiano,
*Torre Orsaia, *Tortorella, *Trentinara, Valle dell'Angelo, *Vallo della
Lucania
(*) Comuni il cui centro storico e/o parte del territorio è parzialmente
incluso nel perimetro del Parco.
15 Comuni Aree Contigue
Albanella, Alfano, Atena Lucana, Caggiano, Ispani, Ogliastro, Padula,
Pertosa, Prignano, Rutino, Sala Consilina, Sapri, Torchiara, Torraca,
Vibonati. |