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ISLANDA |
Mappa dell'Islanda |
| La storia dell'Islanda | informazioni turistiche su: Islanda | | |
![]() Repubblica dell’Europa nordoccidentale,
occupa l’isola omonima. È bagnata dall’oceano Atlantico Settentrionale e
situata a 260 km dalla Groenlandia e a 1.000 km dalla Norvegia.Due fattori renderebbero l’Islanda particolarmente inospitale: la latitudine (63° di latitudine nord) per la quale buona parte del territorio è ricoperta da ghiacci permanenti, e la presenza di innumerevoli vulcani. In realtà è proprio l’attività vulcanica che costituisce una delle principali risorse del paese, con una serie di fenomeni vulcanici secondari (famosi i geyser), in particolare le sorgenti di acqua calda, che sono stati nel tempo oculatamente sfruttati. Il territorio è costituito da un vasto altopiano che si innalza fino a 2.119 m con il Hvannadalshnùkor. Tra i numerosi vulcani attivi annovera l’Hekla, 1.491 m; numerosi anche i laghi. Le coste sono prevalentemente alte e rocciose, incise da fiordi simili a quelli norvegesi, con l’unica eccezione delle coste meridionali, basse e sabbiose. Numerose sono le isole che fronteggiano quella principale, tra cui l’arcipelago Vestmannaeyjar. Il clima lungo la costa è di tipo oceanico, piovoso e nebbioso, mentre l’interno presenta temperature più basse sia d’estate che d’inverno ed esigue sono le escursioni termiche. La capitale è Reykjavík che raccoglie più di un terzo della popolazione dell’intero paese. È sede di un importante porto, libero dai ghiacci tutto l’anno, oltre che centro culturale ed economico del paese. Sulla costa settentrionale sorge Akureyri, importante centro peschereccio. Le ricchezze del paese sono la pescosità dei mari e il notevole potenziale idroelettrico; si può dire che perno dell’economia è la pesca (soprattutto merluzzi e aringhe) e i suoi derivati; dispone di una flotta modernamente attrezzata e sfrutta la pescosità dei mari adiacenti. Le altre risorse sono scarse e impongono al paese la dipendenza dal commercio internazionale per l’approvvigionamento di tutti i beni necessari. Nonostante questo un’attenta politica ha permesso lo sviluppo di un sistema economico di tipo scandinavo che pone l’Islanda tra i primi paesi del mondo per reddito pro capite. L’agricoltura è severamente limitata dalle condizioni del clima e del suolo, generalmente povero. Tuttavia i frequenti fenomeni pseudo vulcanici (acque termali e geyser) permettono il riscaldamento di serre dove si coltivano ortaggi, frutta e fiori. Inoltre si producono patate e foraggio. Molto importante l’allevamento, in particolare quello ovino, praticabile su pascoli anche relativamente poveri; la conversione dalla coltivazione dei cereali a quella del foraggio ha tuttavia dato un notevole impulso anche all’allevamento ovino che permette l’autosufficienza al paese per quanto riguarda carni e prodotti lattiero-caseari. Attivo anche l’allevamento dei cavalli (pony), tuttora impiegati per i trasporti, e degli animali da pelliccia. Le risorse minerarie sono modeste, in particolare del tutto assenti i minerali combustibili. Tale scarsità viene tuttavia sopperita dallo sfruttamento del potenziale idroelettrico e dei fenomeni vulcanici (i geyser sono sfruttati anche per il riscaldamento domestico). L’attività industriale principale è collegata alla pesca e alla conservazione e trasformazione del pesce. Si hanno inoltre cementifici, aziende tessili, concerie, calzaturifici e due importanti complessi metallurgici, dovuti a investimenti stranieri che sfruttano il basso costo delle fonti energetiche del paese. Gli scambi con l’estero, così vitali per l’economia del paese, si svolgono prevalentemente con gli USA, la Gran Bretagna e la Germania. |
SCHEDA |
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