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MONGOLIA |
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| informazioni turistiche su: Mongolia| | |
| Repubblica dell’Asia centrale, confina a
nord con la Russia e sud con la Cina. Il Paese è costituito da un insieme di altopiani stepposi, che a nord e a ovest si innalzano in catene montuose e digradano a sud-ovest nel vastissimo deserto dei Gobi. La massima elevazione si ha sul confine occidentale con la Cina e la Russia nella cima del Tabyn-Bodio-Ola, 4.355 m) appartenente alla catena dell’Altaj mongolo, disposta in direzione nord-ovest/sud-est lungo il confine cinese. Le catene del Tannu Ola, dei Saiani orientali e degli Hentey tracciano il confine da ovest a est con la Russia. Presenta varie cime sopra i 4.000 m la catena degli Hangay, interamente in territorio mongolo. I fiumi principali sono: il Selenga, tributario del mar Glaciale Artico attraverso il lago Bajkal, il Kerulen, l’Onon, lo Jenisej, tributari del Pacifico. Numerosi sono i bacini lacustri chiusi, situati tra le catene del Tannu Ola e dell’Altaj Mongolo (Hara-Nur e l’Hirgis-Nur). Il clima è spiccatamente continentale, data la lontananza dal mare, con ampie escursioni stagionali, inverni particolarmente rigidi e precipitazioni nel complesso scarse. La capitale è Ulaanbataar (Ulan Bator), che raccoglie circa un quarto della popolazione del paese ed è oggi un importante centro industriale e culturale; altri centri amministrativi sono Cojbalsan e Ulangom; Bator e Darkhan sono nodi di comunicazione. Nel sud il centro più attivo è Sain-Sand, nodo ferroviario tra Ulan Bator e Pechino. La popolazione attuale è composta prevalentemente da mongoli di diversi gruppi e da minoranze di russi e di cinesi. Tuttora alto è il numero di nomadi, dediti alla pastorizia. L’assetto economico della Mongolia deriva dalla contemporanea presenza delle attività agricolo-pastorali tradizionali e l’introduzione di una programmazione di tipo socialista, che mira all’industrializzazione e alla modernizzazione del paese. Le attività primarie, l’agricoltura, ma soprattutto allevamento del bestiame, continuano a costituire la base della vita produttiva del paese. Le colture principali sono il frumento, l’avena e l’orzo, le patate e gli ortaggi. L’allevamento del bestiame rappresenta la principale fonte di reddito del Paese, diversificato secondo le aree geografiche: in montagna i bovini, nelle steppe gli ovini e i caprini oltre ai cavalli; nelle aree semi desertiche i cammelli, fiorenti le attività connesse (casearie, lattiere, conciarie). Buone prospettive presenta lo sfruttamento delle foreste. Le risorse minerarie sono ingenti; si estraggono in particolare carbone, stagno, lignite, oro, manganese, tungsteno, piombo, zinco, petrolio, rame e molibdeno. L’energia elettrica è prevalentemente di origine termica. L’industria è orientata alla trasformazione delle materie prime locali e alla creazione di una produzione di base. Sono sorte raffinerie di petrolio, cementifici, impianti metallurgici e meccanici oltre a conservifici e altri complessi alimentari, aziende tessili, concerie, impianti per la lavorazione del legno. Autonoma nel 1911, la Mongolia esterna, sostenuta dalla Russia sovietica a partire dal 1921, diventa una repubblica popolare nel 1924 e ottiene l’indipendenza nel 1945. Nel 1990 il partito unico rinuncia al monopolio del potere. |
SCHEDA |
Abitanti 2.410.000 |