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DENGUE

che cosa è?
La dengue è una malattia virale acuta provocata da virus (dengue-1, 2, 3, 4) appartenenti al genere Flavivirus, genere cui appartiene anche il virus responsabile della febbre gialla.  
La malattia può presentarsi in due forme distinte:
- dengue classica;
- dengue emorragica, con o senza stato di shock;
ed è presente allo stato endemico in gran parte del Sud-Est Asiatico, in Africa, in America Centrale e Meridionale, in Oceania.

come si manifesta? 
Il periodo di incubazione della dengue, è simile sia per la dengue classica che per la dengue emorragica, e può variare da 3 a 14 giorni, con una media di 5-7 giorni.

La dengue classica, forma benigna della malattia, può presentare una sintomatologia più o meno spiccata a seconda dell’età: nei bambini piccoli si manifesta sotto forma di affezione febbrile lieve, accompagnata da una eruzione cutanea di tipo maculo-papuloso (macchie e bolle poco sporgenti sul piano della cute), mentre nei ragazzi più grandi e negli adulti si presenta come un’affezione di tipo simil-influenzale, con febbre, cefalea, dolori osteo-articolari e muscolari (viene chiamata anche febbre rompiossa), disturbi gastrointestinali, con o senza comparsa dell’esantema maculo-papuloso. A volte nella dengue classica possono aversi lievi manifestazioni emorragiche, sotto forma di perdita di sangue dal naso e dalle gengive, e di emorragie sottocutanee puntiformi (petecchie).

La forma di dengue emorragica (DE) è particolarmente frequente nelle regioni del Sud-Est Asiatico e del Pacifico, ma epidemie di questa forma sono state segnalate, in tempi recenti, anche dalle regioni caraibiche e dall’America meridionale. La DE si manifesta con un andamento a due fasi. Nella prima fase si ha comparsa improvvisa di febbre, arrossamento del viso, inappetenza, lievi disturbi a carico dell’apparato gastrointestinale e delle vie aeree superiori. Segue un periodo di sfebbramento, in concomitanza del quale le condizioni del paziente possono improvvisamente peggiorare, con comparsa di profonda debolezza, irritabilità, pallore, colorito cianotico, soprattutto intorno alla bocca, abbassamento della pressione sanguigna, polso rapido e debole, eruzioni cutanee. In questa seconda fase sono frequenti i fenomeni emorragici, dalle petecchie, alle ecchimosi (macchia emorragica sulla cute o sulle mucose, non rilevata, bluastra o violacea), alle epistassi (perdita di sangue dal naso), alla perdita di sangue dalle gengive, alle emorragie a carico dell’apparato gastrointestinale (presenza di sangue nel vomito e nelle feci). Sono possibili complicazioni a carico del fegato e del sistema nervoso centrale. Nei casi gravi si può arrivare allo stato di shock.

La letalità della DE nei casi non trattati o trattati in modo improprio può arrivare al 40-50%; nei casi trattati adeguatamente, invece, la letalità è inferiore al 2%.

cosa fare quando ci si ammala?
La dengue si manifesta con una sintomatologia febbrile che non è distinguibile da quella provocata dalla malaria, o dalla febbre tifoide, o da altre malattie acute batteriche o virali (dalle epatiti, al morbillo, alla scarlattina).

In caso di febbre di qualsiasi natura, soprattutto se al ritorno da un viaggio in una zona a rischio, è necessario rivolgersi immediatamente ad un medico o ad una struttura ospedaliera qualificata, per effettuare gli esami di laboratorio che  confermino o escludano la diagnosi.

La conferma diagnostica viene effettuata sulla base della presenza di anticorpi specifici; la ricerca degli anticorpi è utile anche a distanza di tempo (settimane o mesi) dall’attacco febbrile, per chiarire una diagnosi altrimenti dubbia.

In caso di sospetta dengue va accuratamente evitata ogni forma di autotrattamento farmacologico; in particolare, debbono essere evitati farmaci antipiretici a base di acido acetilsalicilico (aspirina) che, a causa della loro azione sulla coagulazione del sangue, potrebbero favorire la comparsa o determinare l’aggravamento di manifestazioni emorragiche.

come si trasmette?
La dengue non si trasmette per contagio interumano diretto, ma soltanto attraverso la puntura di zanzare appartenenti al genere Aedes (lo stesso genere di zanzare che trasmette all’uomo la febbre gialla).

Le zanzare Aedes, a differenza delle Anopheles (zanzare che trasmettono la malaria), pungono nelle ore diurne, con un massimo di attività nelle due ore successive all’alba e nelle ore che precedono il tramonto.

Le zanzare Aedes, dopo essere state importate in Italia nel 1990, si sono ormai distribuite in almeno 10 regioni italiane ma la loro presenza, nel nostro Paese,  non è stata associata a casi di dengue verificatisi sul territorio nazionale.

come si previene?
L’aumento della frequenza di questa malattia, anche in Paesi in cui la comparsa della malattia in forma endemica è piuttosto recente (vedi America Centrale e Meridionale), è da attribuire in parte anche a fenomeni di massiccia urbanizzazione con persistenza di condizioni igienico-sanitarie che favoriscono la proliferazione di insetti nocivi e vettori di malattie.

A differenza delle Anopheles, le Aedes si riproducono anche in ambienti contaminati, sfruttando piccolissime raccolte d’acqua piovana, il che favorisce la loro presenza in ambienti urbani, degradati e non. La prevenzione ed il controllo della malattia, a livello collettivo, risiedono nell’attuazione di tutte quelle misure volte ad eliminare o ridurre l’infestazione da zanzare e vanno dalla pronta rimozione dei rifiuti solidi urbani, al corretto allontanamento e smaltimento delle acque di fogna, agli interventi periodici di disinfestazione, alla eliminazione, soprattutto in prossimità delle abitazioni, delle raccolte d’acqua che possono essere usate per la deposizione delle  uova e lo sviluppo delle forme larvali. Molto utile l’applicazione di zanzariere e altri mezzi protettivi alle finestre delle abitazioni.

esiste una vaccinazione?
Non sono ancora disponibili, al momento attuale, vaccini contro la dengue.

raccomandazioni per i viaggiatori diretti in aree endemiche
Il rischio di contrarre la dengue nel corso di un viaggio all’estero in zone endemiche è solitamente modesto e direttamente legato alla durata del soggiorno.

Non esistendo ancora un vaccino efficace, e non essendo possibile attuare un regime di profilassi farmacologica come per la malaria, la prevenzione della dengue a livello individuale consiste principalmente nell’adozione di misure di protezione personale, che dovranno essere seguite tenendo presenti le abitudini “diurne” di queste zanzare (vedi "prevenzione verso insetti").