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TABELLA DI MARCIA. Da Mantova la SS 236 conduce a
Goito (16 km): qui la si lascia per raggiungere
Solferino (22 km), passando per Volta Mantovana e
Cavriana. Lasciata Solferino si devia a destra per
Castiglione delle Stiviere (13 km) e si ritorna
indietro passando per Medole e Castel Goffredo; in
27 km si arriva ad Asola, quindi, attraversando
Acquanegra e Chiese sul Bozzolo, si raggiunge
Sabbioneta (31 km), dove si imbocca la SS 420 che
si lascia dopo 17 km a Campitello, imboccando la
strada per Motteggiana (16 km). Di qui una
provinciale conduce a San Benedetto Po (16 km), da
cui si raggiunge Virgilio (18 km) e si fa rientro
a Mantova (4 km).
Ogni pezzo di terra ha i figli che merita: ben
merita il Mantovano un figlio come Virgilio, il
più limpido cantore della vita agricola, perché in
queste campagne nutrite dagli umori generosi di
aglio, Mincio e Po la vita agricola regna ancora
sovrana. Provincia depressa, sentenzia
l'economista, storcendo la bocca davanti alle
statistiche. Ma come depressa!
Provincia eminente, provincia grassa, provincia
ricca! Si vive certamente meglio in queste
favolose cascine o nei rustici borghi sparsi fra i
campi, piuttosto che alla periferia della ricca
Milano. Si riposa certamente più sereni nelle
vecchie osterie che ancora sopravvivono da queste
parti, dove si può gustarre perfino, pensate, lo
stracotto d'asino,
piuttosto che in uno snack-bar o davanti al
televisore. L'itinerario odierno è dunque un
omaggio alla vita georgica e un omaggio al suo
grande poeta.
Si lascia Mantova, fantastico scrigno di tesori
monumentali, per conoscere altri tesori, meno
prestigiosi, ma certamente più a nostra misura,
come le cascine dove si vive ancora oggi la vita
tradizionale, scandita dal lavoro dei bergamini e
dei mungitori, non soppiantati da asettici
meccanismi guidati da un computer, e dove le
mucche si chiamano ancora Stellina e Bianca e non
portano un numero come i galeotti. Quelle cifre e
quei computer ci danno un gran fastidio, placato
solo, subito fuori Mantova, dalle verdi ombre del
geometrico Bosco Fontana, già parco di caccia e
luogo di delizie dei Gonzaga.
Goito e Solferino sono le graziose cittadine che,
poco più avanti, aprono una parentesi
risorgimentale nel nostro georgico itinerario; e
non è una parentesi sgradita: Solferino
soprattutto, col suo interessante museo, ricco di
cimeli, e la sua poderosa rocca, aperta su
panorami vastissimi, merita una sosta; come
meritano un assaggio i vini bianchi, rossi e
rosati delle colline all'intorno (siamo sulle
morene dell'anfiteatro del Garda).
Merita una puntata a Castiglione delle Stiviere la
visita al Museo internazionale della Croce Rossa,
fondato nel 1959 per custodire cimeli
risorgimentali e documenti relativi all'origine e
alla storia dell'istituzione.
Ma ora non più indugi: via fra campi e prati, per
strade serene accompagnate da file di pioppi e
rapidi canali che guidano alla fertilissima
'bassa' mantovana. Prima dell'aglio, uniche soste
concesse, uniche distrazioni dalla vita agricola,
sono quelle di Asola, graziosa cittadina dalla
pianta a scacchiera, e di Sabbioneta. Questa
città, gioiello rinascimentale (fu detta la
'piccola Atene'), voluta dai Gonzaga, si distende,
all'interno di una esagonale cerchia
cinquecentesca, in una geometrica struttura,
affascinante anche nelle sue vie minori, ma
specialmente nelle due belle piazze, adorne di
prestigiosi edifici. La preziosa cittadina è posta
nella zona compresa fra aglio e Po, fiumi che qui
scorrono pensili in una conca racchiusa da potenti
arginature. Il Po è un regno, un mondo da godere a
lungo; non stupisca quindi il consiglio che si dà
ora al viaggiatore: fermarsi! Fermarsi per un'ora,
due ore; sognare sulle sponde del gran fiume,
seguendo il corso lento della corrente, per
gustare un silenzio rotto solo dallo stormire
degli alberi, e disintossicarsi così da tutti i
veleni di una vita affannosa. Chi riesca in questa
impresa, ché una vera impresa è diventata ormai
sostare nel silenzio e sognare, apprezzerà molto
meglio gli incontri che ancora lo attendono.
Prima di tutto, a Motteggiana, la Ghirardina,
magnifico esempio di villa quattrocentesca
fortificata, ancora oggi funzionai mente inserita
nel mondo agricolo. La vasta costruzione, eretta
verso il 1460, è davvero imponente e anche
originale: si presenta infatti con la facciata
(ornata da un motivo di falsi merli) di un
grandioso corpo principale, affiancato da due ali
legate da un lungo prospetto, il cui interno:
vastissimo, nasconde un bel cortile pensile
affacciato su un gran porticato.
Non meno affascinante è;a San Benedetto Po, la
chiesa omonima, rifacimento (1544-47) di una più
antica cappella appartenente al complesso
monastico di Polirone, fondato nel X secolo. In
questo borgo agricolo, disteso sulla destra del
Po, un interessante museo documenta il lavoro
contadino e artigiano, e riconduce così al tema
dominante della giornata, che si conclude a
Pietole, l'antica Andes, il piccolo borgo che
dette i natali a Virgilio e che fa parte del
centro esteso che si chiama, appunto, Virgilio, a
ricordo dell'immortale poeta. |